Il meglio di #6MEMES. Il nemico è invisibile? Sarà l’innovazione a dare forma e sostanza a una nuova visione del futuro.

Il meglio di 6MEMES di questi ultimi mesi…

Sanità (e dunque salute), Pubblica Amministrazione (ossia governo politico, ma anche sociale) e Co-Economy (ovvero utilizzo sostenibile delle risorse): sono stati questi gli argomenti strategici prediletti dal nostro pubblico negli scorsi mesi, da febbraio ad aprile 2020.

A sottolineare una volta in più che in questo periodo – caratterizzato da uno stato di emergenza non solo sanitario, ma assai più esteso – è più che mai necessario che ogni sistema sociale e ciascun organismo di governo si rendano disponibile nei confronti degli altri al fine di cooperare e ri-organizzarsi secondo nuovi modelli.

Un’evoluzione, questa, che è ormai indispensabile e che – almeno in parte – si era già avviata in fase pre-emergenziale in diversi settori attraverso la cosiddetta “digital transformation”.

I servizi digitali, infatti, rappresenteranno senza dubbio il “futuro”, con l’obiettivo – non semplice da realizzarsi in termini di inter-operabilità – di permettere il loro utilizzo a un bacino sempre più grande di utenti in tutte le aree di servizio possibile, quella sanitaria in primis.

Come potranno influire queste nuove dinamiche all’interno di un sistema sensibile e delicato come quello della salute ce lo ha ad esempio illustrato il nuovo autore del blog Fabrizio Biotti, il cui primo intervento ha intercettato ampi consensi sui vari social nel mese di febbraio.

L’autore, infatti, scrive che molte realtà “innovative hanno (già) sviluppato soluzioni con la più ampia compatibilità verso sistemi di natura diversa che – mettendo al centro il cittadino – ottimizzano il processo di accoglienza in senso lato (…)”

Ma come è possibile operare in questo senso attraverso processi di gestione dei dati?

Ce lo spiega l’autore, ovvero “corredandoli ad esempio di un sistema di alerting e reporting diretto a offrire un quadro in real time del livello di servizio erogato, monitorando una serie di parametri “logistici” capaci di incidere nella qualità dell’esperienza di cura del paziente quali il tempo medio di attesa, il numero di utenti in coda per tipologia di servizio etc.”

Un esempio per tutti, e più che mai attuale, è proprio la capacità di evitare in maniera tempestiva, grazie a tali sistemi, possibili affollamenti nelle sale d’attesa, gestendo il personale disponibile nel modo più corretto e mettendo in sicurezza sia gli utenti che gli operatori.

Anche in Italia, dunque, come ci ha spiegato Fabrizio, si parla e parlerà sempre più di patient journey e di aziende data driven: con l’applicazione di tali, innovative realtà, le organizzazioni sanitarie potranno confrontare diverse configurazioni di servizio al fine ultimo di migliorare le prestazioni e garantire sia la sicurezza dei pazienti che l’appropriatezza delle cure. Risultati di non poco conto, soprattutto in un momento come questo.

Garantire la certezza e la sicurezza nell’esecuzione dei processi è un tema fondamentale anche per il buon governo delle Pubbliche Amministrazioni, nonché l’argomento che ha catalizzato molte visualizzazioni su Twitter, Facebook e Linkedin nel mese di marzo.

Anche nella P.A., infatti, i servizi tecnologici innovativi per la gestione dei processi orientati a digitalizzazione e dematerializzazione rappresenteranno il vero rinnovamento, da attuarsi attraverso una migliore interoperabilità tra gli attori coinvolti.

Il tema della digitalizzazione nella Pubblica Amministrazione deve tuttavia affrontare una problematica particolare: l’estesa difficoltà di comunicazione tra enti diversi che si innesta su una difficoltà di comunicazione più basilare, quella tra l’individuo e il cosiddetto ente pubblico.

L’autrice Paola Chiesa si sofferma dunque sulla necessità di (ri)scoprire i valori dell’etica e della comunità, affidando proprio alla comunicazione il compito e la funzione di contribuire a generare progresso sociale. Poiché, come l’autrice afferma:

“[…] la cifra etica della comunicazione, in particolare in un ente pubblico, la possiamo ravvisare nella capacità di creare comunione attraverso il dialogo tra gli interlocutori.”

In tal modo:

“Mettere a punto nuove idee, strumenti e competenze per promuovere lo sviluppo del benessere dei cittadini diventa l’asset strategico sia per ridurre la complessità delle relazioni tra enti, sia per garantire l’interoperabilità fra gli stessi.”

Il “buon governo” dovrà dunque necessariamente essere affiancato – anche nell’ambito dei servizi – a nuove forme di agire economico che siano capaci di promuovere la rete delle relazioni tra cittadini ed enti.

coworkingTutto questo, prestando la massima attenzione all’identità dei luoghi oltre che agli aspetti più prettamente economici legati al pur necessario profitto, come ci dimostra il paradigma della co-economy che va sempre più diffondendosi a livello mondiale.

Come ci illustra Sara Di Paolo nel suo ultimo intervento sul blog 6MEMES, infatti – premiato dall’interesse del pubblico nel mese di aprile – il concetto stesso di interoperabilità sostenibile è il primo passo per realizzare esperienze di condivisione che rappresentino le più innovative forme del vivere sociale ed economico.

E proprio l’attuale pandemia, caratterizzata dall’imposizione di una maggiore distanza sociale e dal contingentamento degli accessi alle fabbriche e agli uffici, sta paradossalmente incrementando l’attenzione alle persone e al loro benessere, assieme alla condivisione di una nuova consapevolezza nei confronti di quello che possiamo definire come un “destino comune” vissuto non solo nei confronti del proprio luogo di appartenenza, ma anche nei confronti degli habitat delle altre parti del nostro pianeta.

Che altro aggiungere?

Forse che – per lo meno a leggere i dati di interesse ricavati dai contenuti più premiati dai nostri lettori – le difficili contingenze che stiamo attraversando potranno condurci a nuove pratiche di convivenza e sviluppo capaci di consegnarci spazi fisici e simboli più “vivibili” e sostenibili di quelli precedenti alla pandemia.

In fin dei conti è proprio questo che ci auguriamo tutti, crediamo, anche per dare una nuova “luce” allo stretto corridoio che stiamo tutti attraversando alla ricerca di una nuova normalità..

Per questo, concludiamo la nostra rassegna con un auspicio, quello presente nell’incipit con cui Natalia Robusti apre il suo intervento a proposito di Visibilità, articolo che ha intercettato in maniera trasversale gli utenti di tutti i nostri social, Facebook, Twitter e Linkedin:

In un momento in cui il nostro maggior nemico è di fatto “invisibile” – se non dopo aver generato e causato un’infinità di dolore e conseguenze terribili – il concetto stesso di visibilità diviene ancor più rilevante ed essenziale, così come è davvero cruciale la possibilità che l’innovazione (medica, tecnologica e sociale) ci può offrire nell’aiutarci a dare forma e sostanza a ciò che altrimenti sfugge al nostro sistema percettivo cosiddetto “naturale””.


Credits immagine di copertina

ID Immagine: 42882099Diritto d'autore: Sergey Nivens. 
ID Immagine: 42585251Diritto d'autore: whitecity.
ID Immagine: 122274186Diritto d'autore: freshwater.

(Per i credits delle immagini di copertina degli articoli vedere gli articoli stessi).
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