Dati in musica: da Federico II di Prussia detto “Il Grande” al grande Bach

Ogni scambio di informazioni tra un interlocutore e un altro ha in sé il germe della creatività. E’ infatti nell’intersezione tra le idee, i concetti e i valori degli attori di una comunicazione che si crea un nuovo, comune campo di relazione, azione ed esplorazione tra gli stessi, in parte conosciuto e in parte incontaminato, che inevitabilmente porterà ad altro da sé.
E se a dirla così sembra solo teoria, la pratica mostra in maniera inequivocabile come in ogni passaggio di informazioni – dal più banale al più complesso – ci sia un vero e proprio potenziale di conoscenza, la cui espressione più piena dipende dal destinatario cui questo sapere viene consegnato.

bach_caricatureGli effetti e le conseguenze di tale scambio non si limitano alla sfera intellettiva o culturale, ma si dispiegano in concrete modificazioni della realtà attraverso la produzione di nuove idee e progetti, opere e manufatti, invenzioni e opere d’arte.
A volte, tanto più distanti sembrano le esperienze e i background degli interlocutori presi singolarmente, tanto più interessanti sono le relazioni che si creano. Un esempio di come si possano raggiungere forme di conoscenza complesse a partire da un passaggio di informazioni tra due interlocutori non appartenenti al medesimo piano culturale riguarda la Musica, grazie all’inconsueto incontro tra due illustri signori avvenuto nel lontano 1747.

Il primo è Federico II di Prussia detto “Il Grande”, il secondo è l’altrettanto “grande” Johann Sebastian Bach. Quando i due si incontrarono, il re, che si dilettava di musica e composizione, sfidò Bach sul suo campo d’azione, consegnandogli un proprio tema musicale con la richiesta esplicita di realizzarne una “fuga” a sei voci obbligate.
Bach, non accontentandosi della consegna già in sé pretenziosa, si cimentò creando un’intera opera incrementata con un’ulteriore fuga a tre voci, dieci canoni e un “trio sonata” per flauto, violino e basso continuo.
friedrichIl risultato è ovviamente un’opera suggestiva e maestosa, il “Musikalische Opfer” (“Offerta musicale”), che Bach inviò a suo tempo al re con la seguente dedica: “Regis Iussu Cantio Et Reliquia Canonica Arte Resoluta” (“Il canto richiesto dal re e il resto, risolto con arte canonica”), il cui acronimo in inglese è, non a caso, RICERCAR.
L’ispirazione di Bach, dunque, è partita da un semplice scambio comunicativo, l’offerta del tema minimo del re di Prussia, che, consegnato nelle mani di un genio musicale, si è tradotto in una forma d’arte di grande bellezza, tra le più complesse mai create.
Cosa non può fare il capriccio di un re!

Clicca sul pulsante e ascolta il capolavoro di Bach.

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