Virtualizzazione dell’esperienza utente: alla ricerca di casi e trend di successo. DI Lilith Dellasanta.

Alla ricerca dei dati di valore

Ci siamo lasciati l’anno scorso con una riflessione su come la virtualizzazione dell’esperienza sia stata un modo per affrontare la burrasca in corso. Grazie ai dati raccolti, infatti, abbiamo parlato di telelavoro e accennato a come la virtualizzazione abbia coinvolto altri ambiti attraverso la massiccia introduzione di relazioni e fruizioni di contenuti mediate dalla tecnologia. Questo, appunto, sia in ambiti che già avevano accumulato esperienza in precedenza, come la formazione online, che in altri settori prima  toccati solo marginalmente, pensando in particolare all’arte e alla cultura.

Abbiamo poi discusso più volte il tema dei pagamenti digitali e abbiamo concluso il 2020 con il lancio del cashback di stato… A distanza ora di quasi un anno dall’inizio della pandemia, con l’emergenza non ancora finita e un lungo cammino che ci aspetta, riprendiamo in mano i “dati” del nostro monitoraggio*** identificando più in specifico, nella loro evoluzione:

  • i settori in cui questi topic stanno funzionando;
  • gli eventuali casi esemplari; 
  • le circostanze che favoriscono, durante i processi online, l’arricchimento della filiera di produzione di valore in senso non solo economico.

Le riflessioni, a cascata, acquisteranno anche un valore emozionale, oltre che aprire una serie di domande… 

Basterà a renderci felici, ad esempio, sapere che in una piovosa giornata invernale non ci bagneremo per andare al lavoro, oltre che poter cenare pochi minuti dopo che il corso di scacchi sarà finito, senza aspettare il rientro delle nove di sera, cosa che sarebbe stato inevitabile se il corso fosse stato in presenza? Allo stesso modo: riusciremo a consolarci in qualche maniera alternativa, magari online, del dispiacere che ci porta la chiusura di teatri e cinema?

I pagamenti digitali, infine, promossi anche dal cashback, manterranno davvero la loro promessa di lotta all’evasione fiscale?

Riusciremo a consolarci, magari online, del dispiacere che ci porta la chiusura di teatri e cinema? I pagamenti digitali, promossi anche dal cashback, manterranno la loro promessa di lotta all’evasione fiscale? Condividi il Tweet

Queste le domande che sono nate spontaneamente durante la lettura dei primi dati raccolti… Vedremo insieme, da qui in avanti, se è possibile dare qualche risposta in più ad alcuni dei topic rilevanti che abbiamo intercettato nel nostro monitoraggio, ovvero quelli legati all’identità digitale, alla formazione a distanza e alle forme di fruizione di prodotti culturali virtuali.

SPID delle mie brame

Partiamo dal punto inerente l’avventura proposta dal cashback, e vediamo come l’attenzione da parte degli italiani – a cavallo del 2020-2021 – sia stata davvero tanta, concentrata in special modo sulle operazioni “tecniche” da eseguire per iscriversi nei vari nuovi sistemi.

L’interesse  per la SPID, ad esempio, è cresciuto a dismisura, aprendo non poche polemiche sull’effettivo funzionamento dei processi richiesti. Nei prossimi mesi, dunque, seguiremo l’evolversi delle conversazioni su questo tema, cercheremo di capire come si modificherà la percezione dell’iniziativa e se sarà stata ritenuta efficace per promuovere i pagamenti digitali, così che, magari, gli apprezzamenti diventeranno, in itinere, più numerosi delle attuali critiche.

Questo, a partire dallo stato attuale delle conversazioni, fotografato dal seguente cloud:

Affrontando invece il tema dei corsi di formazione online, anch’esso assai cavalcato dalla rete, abbiamo rilevato come questo non sia stato legato solo al mondo della scuola o dell’università. Quello dei corsi a distanza è stato del resto  un tema  discusso già ben prima della pandemia, ma che ha visto un incremento graduale dei contenuti a partire da marzo per raggiungere un picco di interesse durante il mese aprile. Poi, gradualmente, il picco si è esaurito per stabilizzarsi a livelli di poco più alti di quelli di pre-pandemia con la stessa tendenza che è durata per tutto il 2020. 

Questo fa pensare a un fenomeno consolidato, dovuto al fatto, probabilmente, che questa tipologia di studio permette la fruizione di una formazione che altrimenti sarebbe difficilmente accessibile, così come il grafico fa percepire a partire dal mese di ottobre 2020:

Concludiamo questa prima panoramica rimanendo in ambito culturale: anche i produttori di spettacoli e concerti, infatti, assieme ai musei, si sono attivati per offrire al pubblico un’esperienza digitale. L’emergere di questi temi è stato tuttavia più tardivo ed è emerso nella seconda metà di marzo con un andamento “a picchi” che è perdurato ad agosto e settembre: questo potrebbe significare che per certi eventi la fruizione in questa modalità sia stata una modalità “speciale”, aggiuntiva rispetto alla fruizione in sede, come il grafico disegna:

Nell’analisi che faremo, quindi, di questo topic da adesso poi, la sfida sarà cercare i casi di successo, per scoprire cioè dove la resilienza e la tenacia di questo settore per sua vocazione “in presenza” è riuscito a produrre e diffondere arte e cultura in un settore così gravemente colpito. Sarebbe ad esempio davvero bello scoprire che forme di fruizione virtuale sono riuscite ad ampliare il proprio pubblico e a rendere accessibili eventi e luoghi che altrimenti non lo sarebbero stati.

Lo vedremo insieme nei prossimi articoli. A presto.

Lilith Dellasanta


NOTA

*** Il monitoraggio raccoglie circa 400.000 contenuti (in italiano e inglese) dal primo novembre 2019 al 27 gennaio 2021, di cui 109.000 in italiano relativi al tema del cashback, 230.000 in italiano e inglese relativi alla formazione online e 80.000 in italiano e inglese relativi alla cultura fruita in forma virtuale (spettacoli teatrali, concerti, musei).


CREDITS IMMAGINE DI COPERTINA (rielaborata)

ID Immagine 1: 114149690, di jamesteohart
ID Immagine 2: 42955663, di rawpixel
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