Dal monitoraggio allo stato dell’arte delle politiche sociali e culturali in Piemonte alla luce (ed ombra) dei social. Di Paola Chiesa.

“In questo mondo nuovo si chiede agli uomini
di cercare soluzioni private a problemi di origine sociale,
anziché soluzioni di origine sociale a problemi privati.”

(Zygmunt Bauman)

 

Dopo aver ascoltato, sottoposto a monitoraggio e analizzato con Webdistilled le attività comunicative che si sono svolte nelle province piemontesi nel periodo compreso tra febbraio e giugno 2017, siamo ora in grado di avere un quadro sufficientemente attendibile per:

evidenziare le tematiche di maggior interesse per i cittadini;

tentare di effettuare una ricognizione delle politiche che sono state messe in atto dalla pubblica amministrazione, relativamente ai topic in questione.

Turismo, cultura, sicurezza, questione di genere, elezioni amministrative sono i temi che, come abbiamo constatato nei precedenti articoli, hanno coagulato l’attenzione nelle conversazioni sui social e nel mainstream.

Il livello di conoscenza diffusa che ne è emerso ci ha consentito di condurre un ulteriore approfondimento per verificare, a fronte dei bisogni che abbiamo captato o che abbiamo cercato di far emergere, se e in che modo l’ente pubblico è intervenuto per gestire tali bisogni, una volta individuati.

Dal monitoraggio delle conversazioni alle politiche adottate.

Le iniziative e gli accadimenti che nelle singole città sono stati maggiormente oggetto di conversazioni sottoposte al monitoraggio, in alcuni casi hanno costituito l’ingrediente fondamentale per imbastire, a livello istituzionale più alto, determinate politiche mirate alla gestione dei singoli temi secondo approcci che potremmo definire di “area vasta”.

In particolare, proprio sui temi turismo, cultura e tematiche di genere, la Regione Piemonte è intervenuta con iniziative volte a facilitare, specie attraverso bandi, finanziamenti e contributi, l’aggregazione di soggetti pubblici e privati, con l’obiettivo di valorizzare le bellezze ed il patrimonio culturale del territorio piemontese, incentivare la creazione di centri antiviolenza a sostegno delle donne e sensibilizzare i cittadini sulla cultura della solidarietà.

Interventi sul turismo

Ogni anno, consuntivamente sulla base dei dati acquisiti, l’Osservatorio Turistico Regionale predispone un rapporto statistico che raccoglie alcune elaborazioni grafiche sintetiche relative:

all’andamento del turismo regionale rispetto al contesto nazionale,

all’analisi dei movimenti (arrivi e presenze) registrati nel corso dell’anno con raffronti rispetto all’anno precedente,

al trend dell’offerta ricettiva (numero di esercizi e letti).

I dati statistici dei movimenti turistici dichiarati mensilmente dalle strutture ricettive piemontesi, secondo il tracciato dell’ISTAT, rappresentano i dati ufficiali del turismo in Piemonte. Vengono raccolti dagli uffici provinciali che provvedono all’inserimento in un database regionale gestito dalla Direzione Turismo della Regione Piemonte.

Queste le ultime evidenze disponibili, relative all’anno 2016.

Tali dati evidenziano un trend positivo che è risultato strategico sostenere con adeguate politiche attive. In tal senso, la Fondazione Compagnia di San Paolo è ad esempio recentemente intervenuta a sostegno del turismo piemontese con un bando sulla “valorizzazione di rete”.

Lo scopo è quello di incentivare la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico attraverso la promozione di iniziative volte alla messa in rete di beni culturali, per favorire lo sviluppo civile, culturale ed economico attraverso progetti fondati sull’integrazione tra le risorse e gli attori locali.

È interessante sottolineare il fatto che la consapevolezza della messa in rete delle risorse culturali e paesaggistiche connesse a un’idea-guida, sia su scala urbana, sia su scala territoriale più vasta, fortemente radicata nel contesto in cui si intende operare, può rappresentare un modello in grado di generare opportunità di crescita, anche in considerazione dell’attuale contesto di crisi, per affrontare il quale diventa necessario integrare ed ottimizzare il più possibile azioni, competenze e risorse. In quest’ambito, assumono una valenza imprescindibile le azioni di comunicazione, di promozione e di pubblicità.

Interventi sulle tematiche di genere

 Nel corso del mese di ottobre, l’Assessorato alle Pari Opportunità della Regione Piemonte ha emesso una serie di bandi per il finanziamento dei centri antiviolenza sulle donne e delle case rifugio, rivolti sia alle strutture già esistenti sia a quelle di nuova realizzazione.

I centri antiviolenza sono punti di ascolto e luoghi di accoglienza e sostegno delle donne e dei loro figli minorenni, che hanno subito violenza o che si trovano esposte alla minaccia di ogni forma di sopruso. Le attività che possono essere finanziate riguardano l’assistenza psicologica e legale, progetti personalizzati per la presa in carico, la protezione e l’accoglienza temporanea e l’avvio verso percorsi di autonomia, orientamento al lavoro e autonomia abitativa, il collegamento stabile con una o più case rifugio e con le altre strutture di accoglienza.

Per rendere più efficaci gli interventi, viene incentivata la promozione dell’integrazione della governance tra enti pubblici e le organizzazioni del privato sociale, attraverso adeguate modalità di collaborazione della rete locale fra istituzioni, servizi pubblici ed associazioni.

1522 – Telefono Rosa 

Il consolidamento del collegamento di tutti i Centri Antiviolenza con la rete nazionale del numero di pubblica utilità “1522” – cosiddetto Telefono Rosa – promossa dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, diviene lo snodo operativo delle attività di contrasto alla violenza di genere e stalking, garantendo i necessari raccordi tra le amministrazioni centrali competenti nel campo giudiziario, sociale, sanitario, della sicurezza e dell’ordine.

Il servizio, attraverso l’approccio telefonico, fa emergere la domanda di aiuto, consentendo un avvicinamento graduale ai servizi da parte delle vittime con garanzia dell’anonimato. I casi di violenza che rivestono carattere di emergenza vengono accolti con una specifica procedura tecnico-operativa condivisa con le forze dell’ordine.

Secondo i dati forniti dal Telefono Rosa Piemonte, dal 2013 ad oggi, i casi di maltrattamento sono aumentati:

  • Le donne che temevano per la propria vita nel 2013 erano il 52,17%; nel 2016 erano il 65,22%.
  • Lesioni e ferite significative nel 2013 erano riportate dal 37,14% delle donne; nel 2016 il dato è cresciuto al 51,68%.

Serve una cabina di regia regionale per dare risposte efficaci ai bisogni.

Uno sguardo complessivo al monitoraggio effettuato consente di individuare delle criticità e degli elementi comuni nelle diverse città che possono essere efficacemente affrontati con un piano strategico complessivo, frutto di una visione ai diversi livelli, in grado di offrire un riferimento certo a cui ancorare le azioni in modo armonico e strutturale.

La Regione può svolgere appieno il ruolo di coordinamento e di indirizzo strategico, sia definendo gli obiettivi che intende perseguire, sia operando come cabina di regia sul territorio:

  • mettendo a sistema informazioni e servizi,
  • agevolando il confronto e la collaborazione tra diversi soggetti pubblici e privati,
  • svolgendo una funzione di connettore e ponte tra i diversi livelli amministrativi.

In tal senso, l’esperienza ad esempio degli Stati Generali della Cultura in Piemonte è stata una prima occasione utile per stimolare e favorire un confronto tra gli operatori culturali che potrebbe agevolare la costruzione di reti, tenendo però presente l’importanza di garantire una struttura di rete pubblica, imparziale e super partes a garanzia di tutti i partecipanti, in quanto se le reti non sono percepite come parte dell’identità dei territori – o degli operatori – rischiano di essere solo delle occasioni perse

Un approccio sistematico e di rete, nella gestione delle tematiche che rivelano aspetti di criticità comune nel monitoraggio delle conversazioni nelle varie province, dovrebbe far riferimento ad una serie di elementi che, una volta individuati e gestiti, possono consentire la creazione di quella visuale più ampia, necessaria per costruire politiche puntuali e dare risposte ai cittadini:

Accesso alle informazioni: agevolare i contatti e la circuitazione delle informazioni, delle competenze, dei progetti, anche attraverso piattaforme web, al fine di porre le basi informative indispensabili per la costruzione e la gestione di reti.

Governance della rete: definire obiettivi chiari, condivisi e che prendono in considerazione i bisogni reali dei territori. In quest’ottica la Regione dovrebbe assumere un ruolo di coordinamento e di accompagnamento delle reti monitorandone l’attività e facendo da garante di qualità.

Accompagnamento tecnico: l’amministrazione regionale potrebbe mettere a disposizione alcune competenze utili per lo sviluppo delle reti oggi mancanti, oltre che un servizio di assistenza tecnica e di accompagnamento alla progettazione. Questo, allo scopo di incentivare anche per la partecipazione ai bandi europei e delle fondazione bancarie, così da consentire alle strutture più piccole di affacciarsi a quei livelli di finanziamento.

Nodi centrali: istituire centri rete che fungano da aggregatori per diverse realtà operative al fine di condividere programmazione e servizi ma anche di dotarsi di strutture centralizzate a livello regionale per il fundraising.

Rapporto con il territorio: costruire “patti territoriali” mirati a drenare alcune ricadute territoriali prodotte da iniziative vincenti affinché possano essere re-investite per una maggiore sostenibilità.

Conclusioni.

Grazie al monitoraggio effettuato con Webdistilled:

Abbiamo potuto individuare per ogni città le singole tematiche di interesse ed i relativi picchi di attenzione, legati anche a contingenze e specificità territoriali.

Abbiamo cercato di riconoscere i bisogni comuni e trasversali ai diversi contesti, al fine di poter ricondurre l’analisi delle tematiche ad un livello amministrativo più alto, quello regionale, per poter individuare gli strumenti più adatti ed opportuni allo scopo di affrontarle e gestirle.

Abbiamo scoperto che la gestione di rete o di area vasta sembra essere la modalità più idonea per cercare di risolvere le criticità.

Manca a questo punto un ultimo elemento: quello culturale. L’approccio al lavoro di rete non caratterizza ancora il lavoro dell’amministratore pubblico.

Si tratta di una sensibilità che sta maturando a poco a poco, che va sostenuta e diffusa, anche e soprattutto divulgando i risultati positivi che vengono raggiunti grazie al lavoro di squadra.

Rientra così in gioco la comunicazione, quale strumento per eccellenza che può contribuire a costruire una società disposta al confronto e attenta alla qualità delle relazioni, così come può facilitare il processo di costruzione di una Pubblica Amministrazione critica, inclusiva ed orientata ai risultati.

Founder di #adotta1blogger • Blogger • Amministratrice Pubblica ed esperta nei settori Information Technology and Services. Collegati su Linkedin Connettiti su Twitter fb