Per niente immobili, i nostri Musei e le nostre città d’arte si muovono coi turisti.

Le città d’Arte e i Musei – creature a loro modo antropomorfe, imponenti e millenarie, ma soprattutto monumentali – sono luogo cruciale e strategico di innumerevoli movimenti, pur mantenendo legittimamente lo status d’immobilità. Le loro identità sono infatti incessantemente visitate e modificate, potremmo dire “lavorate”, da un fattore sociale e culturale per eccellenza: il viaggio.
Grazie infatti ai milioni di visitatori che ogni anno vi si riversano, queste stesse città e Musei, così come i capolavori che vi sono custoditi, sono sottoposti a mutamenti continui e incessanti.
Non solo. Grazie al mobile e ai social, che – più o meno integrati tra di loro – fotografano, illustrano, diffondono e soprattutto citano altrettante esperienze, turistiche o culturali che siano, le città d’arte e i musei sono l’oggetto di innumerevoli conversazioni che ne diffondono ogni giorno la notorietà attraverso citazioni, fotografie e condivisioni, conversazioni avviate magari dai loro stessi stessi Uffici Stampa.
Il tutto a fare di questi luoghi culturali vere e proprie icone che, ben lontane dall’essere statiche, si muovono, evolvono e infine “viaggiano”, sia nel tempo che nello spazio.

In nome di questa duplice caratterizzazione – “mobilità immobile”, potremmo chiamarla ;-) – e grazie all’uso di Webdistilled, strumento semantico di Maps Group capace di “distillare” le conversazioni online, abbiamo deciso dal mese di agosto 2015 alla fine di Marzo 2016 di monitorare* il Bel Paese, dal nord al sud, con un focus particolare: i venti Musei i cui direttori sono stati nominati dal Ministro Franceschini nell’estate scorsa. Lo stesso Ministro che ha siglato un accordo con una Startup italiana per fornire ai principali musei italiani e al Ministero stesso un apposito strumento per misurare la reputazione online dei musei interessati (è curioso a tal proposito rilevare che il tema della riforma apportata dal Ministro ha continuato ad essere presente nelle varie conversazioni rilevate).
Come illustrato nel nostro precedente articolo “Cultura e innovazione in Italia: eppur si muovono!”, abbiamo così spiato i commenti online su questi veri e propri templi della cultura, inseguendone i passi virtuali e le mention.
Per scoprire che – anche nella fase subito successiva alle nomine – un po’ di “movimenti” si sono in effetti visti, con alcuni sbalzi di posizione, seppure temporanei. I cambiamenti in corso d’opera si sono poi stabilizzati, per arrivare a uno stato dell’arte, negli ultimi cinque mesi, come di seguito rappresentato:

Torta conversazioni

Suddivisione percentuale delle conversazioni online sul tema Musei italiani

Cosa è accaduto nel frattempo? Intanto possiamo vedere che il museo TOP delle conversazioni online è senza dubbio la Galleria degli Uffizi, che, già in pole position prima della nomina con il 24% delle conversazioni, si attesta negli ultimi cinque mesi di monitoraggio a un eccezionale 33%, con un + 9% di conversazioni, dato di tutto rispetto.
Un altro cambiamento che  colpisce è quello della Reggia di Caserta che, se prima del cambio di Direttore si attestava al 14% delle conversazioni, registra oggi un balzo considerevole nella propria capacità di far parlare di sé con un eccellente 23%, grazie anche al picco di conversazioni dovuto alle polemiche suscitate  in rete per un ipotetico eccesso di lavoro del suddetto Direttore.

Trend conversazioni

Diagramma di flusso delle conversazioni online a tema Musei italiani

E se Galleria Borghese sale di un posto, portandosi al terzo anziché al quarto, una performance di tutto rispetto la realizzano il Parco Archeologico di Paestum e il Museo Archeologico di Napoli, che rispettivamente dalla decima e ottava posizione salgono alla quarta e alla quinta, mentre il Polo di Torino scende dal terzo all’ottavo posto.

Per finire vi proponiamo un ultimo grafico, che mette in evidenza i sistemi di comunicazione online privilegiati dai vari Musei e dai loro estimatori nel chiacchiericcio multimediale che li riguarda.
I più social, come ben visibile, sono le due Accademie, quella di Firenze e di Venezia, seguite a filo dal Museo Archeologico di Napoli, da Galleria Borghese e dalla Galleria degli Uffizi, mentre il Museo di Reggio Calabria va matto per la comunicazione mainstream. Il meno social di tutti è invece il Museo Archeologico di Taranto. Interessante, infine, il dato che riguarda i Blog, soprattutto per il Museo Nazionale di Reggio Calabria.

Vi lasciamo quindi con questo saliscendi di dati in attesa del prossimo report, per vedere se, alla lunga, qualcuno dei nostri “atleti culturali” ci soprenderà di nuovo con le sue chiacchiere in movimento!
E infine ci raccomandiamo: perchè non usare il nostro articolo come spunto per andare a visitarne uno, di questi Musei, magari il più vicino a voi?

Istogramma

Rappresentazione visiva dei principali strumenti di conversazione online utilizzati dai vari Musei

*Caratteristiche del monitoraggio

Monitoraggio:  i 20 musei i cui direttori sono stati nominati dal ministro Franceschini lo scorso agosto.
Periodo: dal 26/06/2015 fino al 30/03/2016
Lingua: lingua italiana.
Fonti: Weblog, Q&A, Social Network, Forum e Review.
Temi analizzati: offerta turistica.
Prodotti individuati (in breve): archeologia, archivi e biblioteche, chiese e santuari, musei e teatri, palazzi storici, concerti, fiere, sagre.
Strutture ricettive: tipo di struttura utilizzata per il pernottamento.
Argomenti (in breve):  ambiente e territorio, dati (relativi alle presenze nel museo, orari, info, gestione del personale), enogastronomia, eventi, istruzione, innovazione, storia e arte.
Iscrizione a MEMEnto6, la newsletter di 6MEMES

Vuoi seguire i nostri MEMES?
Iscriviti a MEMEnto6, la newsletter del blog 6Memes.

VOGLIO ISCRIVERMI