Amministrazione Pubblica e innovazione: il progetto “MAB’s AMBASSADOR”. Ne parliamo con la dott.ssa Paola Chiesa.

Il sapere, moderna borsa di Mary Poppins: da dove viene, dove si raccoglie e dove va?

Se parliamo di innovazione legata al territorio, soprattutto per quanto riguarda il nostro bel paese, c’è un tema di grande rilievo da mettere sotto la lente di ingrandimento sia dal punto di vista dei trend comunicativi che della sostanza.

E non si tratta di infrastrutture, o almeno non nel senso tradizionale del termine: stiamo parlando di “valore”, quello intrinseco di un territorio, visto come l’insieme del patrimonio dei beni produttivi e culturali che custodisce, e quello del cosiddetto “fattore umano”, ovvero dell’insieme dei saperi dei suoi abitanti.

L’anello di collegamento, in grado di connettere tra loro questi patrimoni, in un’ottica di innovazione, crescita e sviluppo – al di là delle risorse economiche messe in campo – è rappresentato dalla competenza messa a sistema che, se attuata, genera in sé un volano virtuoso di possibilità capaci di generare una ricaduta positiva immediata sia sul benessere dei cittadini che dei luoghi che essi abitano.

Non a caso si parla sempre più spesso dell’importanza della competenza e della formazione continua, fattori cruciali, ormai, non solo per vincere le sfide professionali che ciascuno incontra nella propria attività lavorativa, ma anche per partecipare in maniera consapevole e attiva alla propria comunità di appartenenza.

In un’epoca che avanza all’insegna di grandi cambiamenti a livello non solo globale, ma anche locale, nell’area tradizionale della formazione ricadono dunque oggi i concetti di un sapere che non può più essere monolitico e ancorato soltanto alle proprie tradizioni, ma deve invece essere in grado di costituire un vero e proprio “bagaglio” di conoscenza da cui attingere quel che serve all’occorrenza.

Si tratta, come anticipato dal titolo, di una sorta di novella borsa di Mary Poppins capace di sorprese straordinarie :- e soprattutto di rappresentare un sapere che si dispieghi in maniera creativa in un saper essere ancor prima che un saper fare, come si dice tra gli addetti ai lavori.

Una delle modalità individuate a livello legislativo fin dal 2003 per realizzare tale messa a sistema del sapere – messa in pratica in step diversi da parte dei vari legislatori, sino alle modifiche più recenti – è la cosiddetta “Alternanza scuola lavoro”, identificata come una modalità didattica che consente di alternare momenti di formazione in aula e in azienda o in altre strutture ospitanti.

Tale alternanza ha infatti l’obiettivo dichiarato di collegare in maniera sistemica il mondo del fare (ovvero del lavoro) con quello del sapere (il mondo della scuola e della formazione), per consentire agli studenti di avviare un percorso personale e condiviso verso il “saper essere”.

Tornando a noi, all’interno di questa cornice ci si può anche distinguere in eccellenza, utilizzandone appieno le opportunità. Ne parliamo con una delle nostre autrici, la dott.ssa Paola Chiesa (Vice Sindaco con delega all’Innovazione) che è stata capace, come vedremo, di passare dalla teoria alla pratica. Con risultati eccellenti, come vedremo insieme tra poco.

MAB’s AMBASSADOR, ambasciatori del territorio: un esempio pratico e insieme ideale del “sapere” messo a frutto.

 

Ciao Paola e bentrovata nel nuovo anno. Andiamo subito al punto, come si dice. Cosa ci puoi raccontare della tua bella avventura?

Ciao e bentrovati anche a voi. La mia avventura, come dici, è partita proprio da un’opportunità offerta dalla metodologia didattica chiamata Alternanza scuola lavoro che è stata istituita con la legge n. 53/2003 e disciplinata con il Decreto Legislativo n. 77/2005.

Rafforzata nel 2010 con il riordino del secondo ciclo di istruzione, che la richiama come metodo sistematico da introdurre nella didattica curricolare dei diversi corsi di studio per avvicinare i giovani al mondo del lavoro, orientarli e promuovere il successo scolastico, ne viene confermata l’innovatività in termini di metodologia didattica con la legge 107/2015 (cd. Buona Scuola), come riportato di seguito – fonte MIUR https://www.miur.gov.it/alternanza-scuola-lavoro

“L’Alternanza scuola-lavoro è una modalità didattica innovativa, che attraverso l’esperienza pratica aiuta a consolidare le conoscenze acquisite a scuola e testare sul campo le attitudini di studentesse e studenti, ad arricchirne la formazione e a orientarne il percorso di studio e, in futuro di lavoro, grazie a progetti in linea con il loro piano di studi.

L’Alternanza scuola-lavoro, obbligatoria per tutte le studentesse e gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori, licei compresi, è una delle innovazioni più significative della legge 107 del 2015 (La Buona Scuola) in linea con il principio della scuola aperta.

Un cambiamento culturale per la costruzione di una via italiana al sistema duale, che riprende buone prassi europee, coniugandole con le specificità del tessuto produttivo ed il contesto socio-culturaleitaliano.”

La suddetta legge, dunque, al fine di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti, prevedeva la previsione di percorsi di alternanza scuola-lavoro per una durata complessiva di almeno 400 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi per quanto riguardava gli istituti tecnici e professionali mentre nei licei il monte ore prevedeva una durata complessiva di almeno 200 ore nel triennio.

Parli al passato. Nel frattempo la legge è cambiata, dunque?

Sì, e più precisamente l’anno scorso. La legge 30 dicembre 2018, n. 145, ( Legge di Bilancio 2019) ha infatti modificato la disciplina dei percorsi di alternanza scuola lavoro: a partire dall’anno scolastico 2018/2019, gli attuali percorsi in alternanza scuola lavoro sono ridenominati “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento” e sono attuati per una durata complessiva non inferiore a 210 ore nel triennio terminale del percorso di studi degli istituti professionali; non inferiore a 150 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi degli istituti tecnici; non inferiore a 90 ore nel secondo biennio e nel quinto anno dei licei.

Si tratta comunque di un monte ore considerevole. Penso soprattutto alle piccole realtà come nel caso del Comune in cui tu sei Assessore. E infatti tu hai colto l’opportunità, giusto?

Sì, e il risultato ci ha premiato. E ha dimostrato che, per un Comune, avviare progettualità valide ai fini dell’alternanza scuola lavoro, rappresenta decisamente una opportunità preziosa.

Questo, sia perché attraverso tale strumento ci si può avvalere di risorse in affiancamento al personale in forze di cui in altri modi non si potrebbe disporre, sia perché in questo modo i giovani, avvicinandosi al mondo della Pubblica Amministrazione, possono sperimentare in prima persona forme di cittadinanza attiva, esercitando nel contempo attività strumentali e funzionali all’erogazione di servizi pubblici.

Arriviamo così all’esperienza vincente del progetto “MAB’s AMBASSADOR: ambasciatori del territorio”, a Baldissero Torinese. Ci racconti a grandi linee cosa è accaduto?

Volentieri. È stato un percorso lungo e articolato, avviato nel mese di giugno 2017 nel Comune di Baldissero Torinese con il progetto “MAB’s AMBASSADOR: ambasciatori del territorio”.

L’idea è stata quella di promuovere il nostro territorio che dal 2016, insieme ad altri 85 Comuni appartenenti a quattro Province diverse (Asti, Cuneo, Torino, Vercelli) fa parte della Riserva di Biosfera Mab Unesco Collina Po.

Mab (Man and Biosphere) è infatti il programma dell’Unesco nato nel 1971 per promuovere in modo sostenibile il rapporto tra uomo e natura, attraverso tre funzioni complementari:

  • “una funzione di conservazione volta alla protezione dei paesaggi, degli habitat, degli ecosistemi, così come delle specie e della diversità genetica;
  • una funzione di sviluppo, per favorire lo sviluppo economico e umano e generare non solo reddito, ma sostenibilità socio-culturale ed ambientale nel lungo periodo;
  • una funzione logistica e di supporto al fine di far avanzare la comprensione dello sviluppo sostenibile, per assicurare sostegno alla ricerca, monitoraggio e formazione a livello locale, oltre i confini della riserva della biosfera e attraverso lo scambio globale di buone pratiche.”

Quindi siete partiti da un “valore” intrinseco del vostro territorio…

Sì, e abbiamo cercato di metterlo ancor più a frutto.
La Riserva di Biosfera Collina Po costituisce di fatto il primo Urban Mab in Italia: si tratta di un’area naturalistica fortemente antropizzata (con circa 900.000 abitanti che vivono nell’area metropolitana torinese), ma caratterizzata da un alto livello di biodiversità anche legata alla grande ricchezza di acque (il fiume Po e 9 dei suoi affluenti).

Il Mab rappresentava (e rappresenta) un’imperdibile occasione per incrementare le attività di tutela e valorizzazione delle risorse, armonizzandole con il contesto urbano di riferimento. Si trattava e si tratta, in sintesi, di un valore in potenza che, secondo noi, valeva la pena di essere fatto meglio conoscere.

A Baldissero Torinese, comune collinare di circa 3700 abitanti, ci siamo quindi posti un obiettivo semplice, ma nello stesso tempo ambizioso: formare gli ambasciatori del MAB, puntando sui giovani del nostro paese e creando utili sinergie, con associazioni e operatori locali (tra cui l’Associazione Albacherium), con l’Ente di Gestione delle Aree Protette del Po Torinese, UNESCO e l’Università di Torino.

Abbiamo così coinvolto i giovani attraverso una politica di porte aperte all’alternanza scuola lavoro, stipulando le necessarie convenzioni con le vicine scuole di Chieri e allestito in municipio un’apposita aula digitale con dodici computer.

Infine abbiamo organizzato, pianificato e coordinato la formazione e il lavoro degli studenti, focalizzando le attività sulle curiosità storiche del paese, sulla realizzazione della cartografia digitale dei sentieri escursionistici e sulla classificazione e quantificazione dei prodotti tipici.

Il progetto si è rivelato oltre modo efficace. Innanzitutto, io credo, perché è stato fondato fin dall’inizio sui valori della sostenibilità, della replicabilità, della partecipazione e della cittadinanza attiva.

E poi perché, immediatamente, sono state messe a sistema tante positive ricadute sociali, quantificabili in valori importanti, quali ad esempio un maggiore avvicinamento dei giovani al loro territorio, ma anche la ricostruzione di una identità condivisa territoriale. Il tutto in un percorso di maggiore consapevolezza tra i cittadini del valore dei propri luoghi di appartenenza.

Si è trattato insomma di una vera e propria riscoperta delle proprie tradizioni attraverso nuove forme di aggregazione e dialogo tra generazioni diverse.

Ma la cosa non si è conclusa qui, giusto? Nonostante i traguardi raggiunti a livello locale, ne avete individuati altri, ancora più “ambiziosi”…

Sì: da cosa nasce cosa, del resto.

Il progetto, oltre che efficace, è risultato addirittura vincente: a gennaio 2018 ha rappresentato il Piemonte a Roma nell’ambito dell’iniziativa nazionale UNESCOEdu, e a maggio 2018, di nuovo a Roma, questa volta in occasione di Forum PA, ha vinto il premio speciale della Fondazione per la Scuola (Compagnia di San Paolo) nell’ambito del premio “Piemonte Innovazione” di ANCI Piemonte. Grazie a questo premio, ci siamo aggiudicati ben cinque notebook per implementare la nostra aula digitale.

Questo, grazie alle fondanti caratteristiche di sostenibilità e replicabilità, ha consentito al Comune di Baldissero Torinese di replicare il progetto dal 2018 in avanti, con nuove attività volte a diffondere la cultura e la filosofia MAB tra i giovani.

Quindi MAB’S AMBASSADOR non solo è un progetto che è andato a buon fine, ma rappresenta anche un modello da “esportare”?

Sì, e ne siamo particolarmente fieri!

Proprio l’Ente di gestione delle Aree Protette del Po Torinese, infatti, in virtù del successo del progetto, ha proposto ad altri due comuni del Parco ed appartenenti alla Riserva Collina Po, il modello sperimentato da Baldissero Torinese.

Il fine è quello di ampliare il numero di ragazzi che potranno utilizzare le ore previste dall’alternanza scuola lavoro per ragionare insieme su come armonizzare tra loro, nel rispetto reciproco, i concetti a volte antagonisti di tutela e valorizzazione delle ricchezze ambientali culturali di cui il territorio della riserva può vantarsi.

In particolare, l’Ente cercherà la collaborazione con altri due Comuni della Riserva e appartenenti al Parco per proporre gratuitamente una collaborazione formativa per i ragazzi delle scuole superiori volta alla consapevolezza delle potenzialità che il territorio può offrire visto anche in una visione più allargata di bene condiviso e riconosciuto al livello nazionale.

E quali sono le prospettive per il 2019?

Sono molto favorevoli, confido.

Mentre il lavoro di sinergia prosegue sui vari fronti – e si tratta di un lavoro certosino, ve lo assicuro – nel mese di giugno 2019 realizzeremo la terza edizione del progetto MAB’s AMBASSADOR.

Capitalizzando il lavoro prodotto nelle precedenti edizioni, cercheremo quest’anno – con l’aiuto indispensabile degli studenti – di creare un contenitore adatto a rappresentarlo e valorizzarlo al meglio.

Abbiamo pensato innanzitutto alla realizzazione di un blog come a uno strumento che ci consentirà di esprimere con diversi linguaggi (testi, immagini, video, interviste, musica, ecc.) quanto appreso sulla Riserva di Biosfera Collina Po.

Quello che vogliamo realizzare è insomma una sorta di “scrigno” capace da un lato di condividere il suo prezioso contenuto, e dall’altro di sollecitare nuovi modi per declinare i valori del programma MAB UNESCO. Questo, magari anche grazie al confronto con altre Riserve di Biosfera.

Trasmettere esperienza e conoscenza, infatti – e noi lo abbiamo testato in prima persona – può stimolare la curiosità e soprattutto la propositività dei cittadini, favorendo la coesione e l’inclusione sociale e supportando infine il Comune, quale ente pubblico più prossimo al cittadino, nel migliorare i servizi pubblici.

E poi, chissà, mai dire mai…

* * *

Grazie Paola.

Ci hai spiegato e fatto toccare con mano come valori a prima vista astratti – come abbiamo visto all’inizio del nostro contributo – si possono mettere insieme per generare una “ricchezza” culturale capace a sua volta di tradursi in valore concreto e condiviso, sia per i singoli che per il loro territorio.

In bocca al lupo allora!

 

Per saperne di più:

 

Sull’alternanza scuola lavoro

Sulla Riserva di Biosfera CollinaPo

Le attività svolte dal Comune di Baldissero Torinese per il progetto MAB’s AMBASSADOR

 


Credits Immagini:
Immagine di copertina (rielaborata):

40564935, Stas Walenga

102296823, Roberto Atzeni

 


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