Lupus in Fabula. Quando Cappuccetto Rosso è amica del lupo!

La storia del legame unico e particolare esistente tra cane lupo ed essere umano si perde nella notte dei tempi, ben prima di quel giorno in cui Cappuccetto Rosso si inoltrò imprudentemente nel bosco lasciando con il fiato sospeso generazioni di bambine e di bambini.
I primi casi di addomesticamento del cane a partire dal suo antenato lupo risalirebbero infatti a un periodo compreso tra i 18.800 e i 32.100 anni fa, da parte di popolazioni nomadi europee di cacciatori-raccoglitori. La prima testimonianza di un legame affettivo tra uomo e cane, tuttavia, si è riscontrata in un più recente periodo: circa 12.000 anni fa. E sarebbe limitante circoscrivere tale legame alla semplice e reciproca necessità di convivenza: nel sito archeologico di Ein Mallaha, in Israele, è stata portata alla luce una tomba di circa 12.000 anni che custodisce i resti di un uomo coricato su un fianco con un braccio proteso verso i resti di un cucciolo di cane.

L’esempio della tomba porta con sé la prova di quanto la domesticazione sia l’esito di un percorso biunivoco di legami affettivi particolarmente intensi, composti prima di tutto da uno scambio significativo di “sguardi”.
Padroni entrambi di un linguaggio non verbale che consente loro di comunicare, uomini e cani hanno saputo utilizzare proprio lo sguardo come canale universale per cogliere sia le intenzioni reciproche che le azioni conseguenti.
È il Messerli Research Institute di Vienna, con una recente ricerca pubblicata su Current Biology, che testimonia scientificamente come i cani siano in grado di “leggere” i volti umani, intuendone e memorizzandone le emozioni per poi essere pronti a reagire di volta in volta.
La forza intrinseca di un tale riconoscimento è deflagrante già a livello biologico: lo studio riportato dalla rivista Science e condotto dell’Azabu University di Sagamihara (Giappone) conferma che più si prolunga il contatto visivo fra cane e uomo, più aumenta il livello dell’ormone ossitocina, noto come “ormone dell’affetto”. Il fenomeno, non a caso, si scatena in entrambi, suggellando chimicamente lo stesso tipo di attaccamento che si produce tra una madre ed il figlio neonato, stavolta però travalicando i distinguo tra specie differenti, in un legame reso sempre più indissolubile nel tempo. Tutto si compie naturalmente e nel reciproco riconoscimento, necessario a due nature biologicamente diverse per comunicare pienamente tra loro, senza nulla togliere alle regole della domesticazione.

Accettarsi prima di tutto con lo sguardo, dunque, è ciò che consente e realizza il legame. E chissà che, una volta che Cappuccetto Rosso abbia cononosciuto meglio il lupo, non possano inoltrarsi insieme nel bosco, alla ricerca del Cacciatore. Con il benestare della nonna, chiaramente!

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