Legalità e Trasparenza: epilogo. Di Maria Bonifacio.

Gli obiettivi dei Protocolli di Legalità

L’obiettivo della rubrica sulla legalità e la trasparenza era quello di suscitare una consapevolezza che non si fermasse al mero rispetto delle regole, ma andasse oltre, riassumendo aspetti premianti e punitivi, evidenziandoli e connotandoli di risvolti etici che possono originarsi solo da una coscienza interiore scevra da egoismi individuali.

Volendo fare un breve excursus riepilogativo, abbiamo visto come sia aumentata l’esigenza di garantire tali aspetti nei vari ambiti professionali, con riferimento all’individuo e all’azienda, sia nel settore pubblico che in quello privato.

Per contrastare il fenomeno delle infiltrazioni mafiose occorre diffondere la cultura della legalità… Condividi il Tweet

I protocolli di legalità, sono nati al fine di contrastare il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nelle attività economiche, coinvolgendo gli Operatori dell’intera filiera chiamati a gestire le Opere pubbliche.

Con tali strumenti si è inteso diffondere la cultura della legalità e della trasparenza:

rafforzando la cooperazione tra le pubbliche autorità e il settore privato,

prevedendo un sistema informativo che coinvolgesse le Prefetture, le Forze dell’ordine e il Sistema industriale con lo scopo di contrastare le infiltrazioni criminali.

“La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità” .

Paolo Borsellino

Lotta alla corruzione

Con l’entrata in vigore nel 2016 del nuovo Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, sono stati individuati criteri di semplificazione delle norme in materia, allo scopo di aumentare la competitività del nostro Paese cercando di potenziare l’efficienza amministrativa.

Tra le novità abbiamo visto esservi la lotta alla corruzione: sono state inserite numerose misure per il sostegno alla legalità, a partire dal rafforzamento del ruolo dell’ANAC, delle sue funzioni di vigilanza e di facilitazione, allo scambio di informazioni tra stazioni appaltanti.

In quest’ottica sono stati introdotti il rating di legalità e il rating di impresa, strumenti che hanno segnato il passaggio da un sistema “statico” dei requisiti formali delle imprese a un sistema “dinamico” di requisiti sostanziali, di carattere reputazionale.

Il rating di legalità, ricordiamo, è stato introdotto nel 2012 e, prima dell’entrata in vigore del nuovo Codice, il suo possesso da parte dell’azienda veniva premiato attraverso misure di accesso agevolato ai finanziamenti pubblici e al credito bancario.

Con il nuovo Codice:

le funzioni del rating di legalità si sono ampliate con le disposizioni riguardanti garanzie per la partecipazione alla gara, disciplinate dall’art. 93;

per l’aggiudicazione nel bando di gara, invece, l’art. 95 ha fissato i criteri di aggiudicazione dell’appalto, stabilendo che le amministrazioni aggiudicatrici indichino nel bando di gara, nell’avviso o nell’invito, i criteri premiali che intendono applicare alla valutazione dell’offerta in relazione al maggior rating di legalità dell’offerente.

Una delle più significative novità del Codice, presente all’art. 83 c. 10, si ripeta, è rappresentata dall’istituzione, presso l’ANAC, del sistema del rating di impresa e delle relative penalità e premialità, che si applica ai soli fini della qualificazione delle imprese, per il quale l’Autorità rilascia apposita certificazione.

Il rating di impresa, dunque, non potrà essere valutato ai fini dell’attribuzione di punteggi legati al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il sistema è connesso a requisiti reputazionali valutati sulla base di indici qualitativi e quantitativi, oggettivi e misurabili, nonché sulla base di accertamenti definitivi che esprimono la capacità strutturale e di affidabilità dell’impresa.

Rientra nell’ambito dell’attività di gestione del suddetto sistema la determinazione da parte di ANAC di misure sanzionatorie amministrative nei casi di omessa o tardiva denuncia obbligatoria delle richieste estorsive e corruttive da parte delle imprese titolari di contratti pubblici, comprese le imprese subappaltatrici e le imprese fornitrici di materiali, opere e servizi.

requisiti reputazionali alla base del rating di impresa tengono conto, riassumendo, di:

rating di legalità;

precedenti comportamentali dell’impresa, con riferimento al rispetto dei tempi e dei costi nell’esecuzione dei contratti, all’incidenza del contenzioso sia in sede di partecipazione alle procedure di gara che in fase di esecuzione del contratto;

contributiva valutata con riferimento ai tre anni precedenti.

Il Ministero dell’Interno, ha dato il proprio contributo impegnandosi ad ottimizzare le procedure di rilascio della documentazione antimafia, anche attraverso la revisione dell’impianto normativo – che, di fatto, è avvenuta con le semplificazioni apportate dal Codice Antimafia (D.Lgs. 159/2011 entrato in vigore nel 2013) – e ad incentivare il ricorso all’accesso ai cantieri per monitorare le attività imprenditoriali, anche private.

“La mafia uccide, il silenzio pure…” .

Peppino Impastato

Un sistema premiante.

In definitiva, quello che si è cercato di realizzare proprio attraverso l’introduzione di siffatti parametri è un sistema premiante nei confronti delle realtà sane del nostro mercato, che sia in grado d’impedire le infiltrazioni criminali.

Ed è proprio in virtù di tale riflessione che l’obiettivo della presente rubrica è stato quello di auspicare una rivoluzione etica che infondesse un’etica rivoluzionariafinalizzata a generare nel singolo e, per l’effetto, nella società, il suo naturale epilogo, ovvero la consapevolezza della legalità e della trasparenza di talchè le imprese, nel dimostrare la loro collaborazione verso la trasparenza e la legalità, possano accedere a diversi vantaggi per il loro business.

La collaborazione verso trasparenza e legalità va a vantaggio del business aziendale. Condividi il Tweet

Aldilà delle diverse interpretazioni del Codice antimafia, come già detto nel precedente articolo, lo stesso rappresenta un grande traguardo raggiunto dal nostro Paese in punto di normativa, rispetto alla lotta alla corruzione e al conseguente rilancio delle aziende in un’ottica di trasparenza e produttività.

“La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”.

Giovanni Falcone

Maria Bonifacio

 


 

LEGALITY&TRANSPARENCY

 

Legality&Transparency nasce per proteggere le aziende appaltatrici di bandi pubblici dai rischi connessi alla mancata osservanza dei Protocolli di Legalità. Il sistema evita il rischio di incorrere in sanzioni amministrative o nella cancellazione del contratto.

Grazie a Legality&Transparency si può agevolmente dimostrare di aver messo in atto un processo di controllo e monitoraggio efficace attraverso l’automatizzazione di flussi, compiti e scadenze. Tutto ciò prova la volontà di rispettare le regole previste dai Protocolli di Legalità e non carica di responsabilità le figure coinvolte nella fase di controllo.

Il sistema consente anche di risparmiare risorse e ridurre i tempi di esecuzione. Questo perché grazie a un processo automatizzato diminuisce il numero di figure necessarie al controllo e si riducono notevolmente le possibilità di errore e le dimenticanze.

Maria Bonifacio
Avvocato Cassazionista • Comunicatore pubblico • Membro Mirme Network • Componente del Comitato di Redazione Lex Familiae. Collegati su Linkedin