Innovazione, energia e co-produzione di valore: ne parliamo con la professoressa Paola Girdinio.

Proseguiamo il nostro ciclo di interviste con una protagonista d’eccezione, la professoressa Paola Girdinio.

Consigliere d’Amministrazione ENEL
, Fondazione Costa Crociere, è anche Presidente dell’Osservatorio Nazionale per la Cyber Security, Resilienza e Business Continuity dei Sistemi Elettrici, nonché del Centro di Competenza per la Sicurezza e l’Ottimizzazione delle Infrastrutture Strategiche 4.0.

Membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio sulla Sicurezza di Eurispes
Professore ordinario di Elettrotecnica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Genova, è stata selezionata nella 2018 European awards short list BCI.
Per il suo impegno in ambito accademico e professionale è stata infine inserita nell’albo degli esperti in innovazione tecnologica istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Approfittando delle sue competenze ed esperienze,
di così alto profilo, le abbiamo chiesto il suo punto di vista su temi preminenti, come lo stato dell’arte nel nostro paese in merito alla digitalizzazione e alle pratiche di co-generazione di valore, passando attraverso istituzioni quali l’Università in ambiti produttivi quali l’energia, l’ambiente e l’innovazione.

Buona lettura.

 

La prima domanda è di tipo personale: cosa l’ha spinta all’inizio della sua carriera verso i temi di cui si occupa, che risultano oggi strategici e decisivi in tema sia ambientale che di sviluppo?

In realtà – all’inizio della mia carriera (purtroppo nel lontano 1980 :) – mi occupavo di progettazione assistita al calcolatore di dispositivi elettromagnetici.
Si trattava comunque di un argomento, ai tempi, di grande attualità. All’epoca, infatti, progettare dispositivi con software dedicato rappresentava la frontiera della ricerca.

Ho quindi avuto la fortuna di iniziare la mia carriera universitaria con persone capaci di grandi visioni che mi hanno insegnato a guardare oltre il confine.
Questo mi ha consentito, tra l’altro, di sviluppare una sorta di sesto senso che mi ha permesso di vedere in anticipo ciò che sarebbe diventato, più avanti nel tempo, di grande attualità.

Ma il punto di partenza per tutto il mio operato, io credo, è il fatto che amo sia il mio lavoro che lo studio, e che – soprattutto – mi piace cercare di capire tutto ciò che mi circonda.
Nel 2008, dunque, quando ero Preside della Facoltà di ingegneria di Genova, ho pensato assieme al Professor Federico Delfino di realizzare il primo Campus Universitario che potesse diventare un laboratorio applicativo per testare tecnologie di avanguardia connesse alla generazione distribuita.

A partire da questa felice idea abbiamo così sviluppato il primo Campus Universitario dotato di una Polygeneration Microgrid a cui è connesso un edificio prosumer, ovvero un edificio che produce e consuma energia. E i risultati sono stati sono molto positivi: attualmente siamo il modello di riferimento per importanti Università in Polonia e a Singapore.

Intanto congratulazioni: non sono risultati da poco. E poi una domanda, diciamo così, contestuale, riguardante il suo territorio di appartenenza.
La vocazione all’interscambio che vede protagonista da sempre la sua regione – che, lo ricordiamo, è la Liguria – che valore aggiunto le ha portato in dote (se così è stato) durante il suo percorso sia formativo che professionale?

Il mio territorio di appartenenza, la Liguria appunto, è una terra complessa che si presta ad essere amata intensamente, ma che presenta alcune obiettive criticità.

Sicuramente la vocazione all’interscambio le è propria, in quanto regione, abitata (e attraversata) sia da commercianti che da marinai, in senso sia concreto che simbolico. Ma, al tempo stesso, questa è una terra che a volte si chiude su stessa, con tutto ciò che ne consegue.

Dovessi quindi indicare un valore aggiunto che i miei natali mi hanno messo a disposizione potrebbe essere proprio questo: la determinazione a non arrendermi mai, nemmeno di fronte a difficoltà che a volte sono all’apparenza insormontabili.

Questa è la “lezione” – rimanendo in ambito didattico – che mi ha portato in dote la mia terra.

Grazie anche in questo caso per la sua franchezza!
Veniamo ora a questioni di attualità: l’innovazione tecnologica sembra portare con sé un potenziale di interoperabilità che è difficile da innescare, ma che è altrettanto promettente una volta messo a sistema. Come sono disposte le nuove generazioni rispetto a questo tema?

L’innovazione tecnologiche porta sicuramente con sé un altissimo potenziale di interoperabilità.

La difficoltà a innescarla, tuttavia, non credo che dipenda da come le nuove generazioni approcciano il tema, ma piuttosto dal fatto che l’attuale classe dirigente non ha ancora la reale contezza della straordinaria trasformazione culturale che stiamo vivendo.

Questo si traduce in una serie di sottovalutazioni – sia strategiche che operative – che rendono questo processo più lento e difficoltoso di quanto potrebbe invece essere, pur nella complessità del contesto.

Parliamo invece a livello istituzionale. In termini di digitalizzazione e co-generazione di valore, con che sguardo approcciano il tema della condivisione della conoscenza le Istituzioni che lei amministra o con cui si confronta quotidianamente?

Anche in questo caso ci riallacciamo alla domanda di prima.
Nonostante il loro indubbio potenziale, né la Scuola né l’Università – a mio parere – hanno ancora la necessaria e completa consapevolezza che i modelli didattici debbono essere cambiati in maniera sostanziale, per adattarsi alle nuove istanze e alle possibilità emergenti.

Non parlo ovviamente degli aspetti riferiti alla cultura di base, che valuto indispensabile per attrezzare gli studenti e le persone in genere della necessaria apertura mentale che occorre per affrontare processi di apprendimento complessi. Mi riferisco piuttosto agli aspetti più specifici della didattica, che dovrebbe (e dovrà) evolversi verso sistemi più di interscambio piuttosto che chiusi e stratificati. Questo, per essere all’altezza di modelli e pratiche che saranno sempre più digitali.

In sintesi: il concetto di sistema chiuso non esiste più, e di questo occorrerà tenerne conto anche nell’ambito cruciale dell’Istruzione e della Formazione.

Entriamo ora in ambiti più specifici riguardo l’energia, l’ambiente e la produttività: verso quali orizzonti si sono evolute negli ultimi anni le organizzazioni di cui lei fa parte e/o presiede?

Io ritengo di essere una donna molto fortunata: far parte in questo momento storico del CDA di ENEL è infatti un’esperienza fantastica.
L’azienda – che l’anno scorso è stata premiata come quella che più ha innovato al mondo – ha infatti colto e massimizzato le opportunità legate alla transizione energetica, e lo ha fatto grazie alle sinergie generate da un modello di business integrato e grazie a una forte spinta all’innovazione.

Questo si è realizzato sia attraverso la decarbonizzazione del mix di generazione – con un’offerta di servizi di flessibilità, progettati e messi in opera in un’ottica di digitalizzazione ed economia circolare – sia attraverso la digitalizzazione delle infrastrutture (con un notevole aumento dei fattori di resilienza) e lo sviluppo di un nuovo, innovativo ruolo di distributore, in grado di abilitare a sua volta nuovi modelli di business a piattaforma.

A partire da tali opportunità e possibilità di innovazione, crede che le nuove urgenze ambientali, economiche e infrastrutturali possano velocizzare i processi di innovazione – in primo luogo culturale – che la nostra classe dirigente deve adottare a tutti i livelli?

Sì, ne sono assolutamente convinta. E porto ad esempio quanto fatto a Genova, dove è stato costituito il Centro di Competenza sulla Sicurezza e l’Ottimizzazione delle Infrastrutture Strategiche 4.0 (START 4.).

Compiti del Centro, non a caso, sono la formazione, l’orientamento e l’attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito della digitalizzazione che riguardano cinque infrastrutture critiche, ovvero quelle inerenti a: energia, trasporti, sistemi idrici, porto e industria 4.0.

Il Centro – che è un partenariato pubblico-privato costituito da tredici Grandi Imprese, venti PMI e quattro Enti pubblici, con a capofila il Consiglio Nazionale delle Ricerche – si sviluppa come strumento strategico di supporto alle imprese per affrontare le sfide che la quarta rivoluzione industriale pone. Il tutto in una sinergia realmente virtuosa tra soggetti locali, nazionali e internazionali.

La ringrazio molto. Ci sta dando informazioni davvero interessanti! Le pongo un’ultima domanda che non potevo non farle. Pensa che il fatto di essere una donna di una chance in più in termini di capacità di raccordare aree e competenze ad alto livello tecnico e intellettivo con altre più empatiche e relazionali? O si tratta invece di leggende, marittime o metropolitane che siano?

Dando per assodate le competenze tecniche che sono richieste nei vari settori professionali, è indubitabile che le donne dimostrano attitudini molto spiccate in termini di soft skill.

In particolare, i Responsabili delle Risorse Umane sottolineano come, rispetto ai colleghi maschi, noi donne siamo più inclini al problem solving (75%), al multitasking (62,5%), alla gestione dei rapporti interpersonali e al team working (45,8%). Il 41,7%, inoltre, riconosce alle donne anche maggiore creatività e propensione all’innovazione…

Tutti numeri che confermano quanto abbiamo premesso. :-)

***

Grazie mille professoressa. Sia per l’esaustività delle sue considerazione che per la franchezza delle sue risposte. È stato un piacere e un onore averla tra le nostri “firme”, e confidiamo che ci saranno altre occasioni per incontrarla. Per ora le auguriamo buon lavoro per ciascuno degli importanti ruoli che la vedono protagonista!

 


About Paola Girdinio

Professoressa Paola GirdinioLa professoressa Paola Girdinio è Consigliere d’Amministrazione ENEL, Fondazione Costa Crociere.
Precedentemente ha ricoperto il medesimo ruolo presso Ansaldo STS, Banca Carige, Ansaldo Energia, D’Appolonia (Gruppo RINA) e l’Ateneo di Genova.

È inoltre Presidente dell’Osservatorio Nazionale per la Cyber Security, Resilienza e Business Continuity dei Sistemi Elettrici, e del Centro di Competenza per la Sicurezza e l’Ottimizzazione delle Infrastrutture Strategiche 4.0, membro del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla Sicurezza di Eurispes ed è stata selezionata nella 2018 European awards short list BCI.

È Professore ordinario di Elettrotecnica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Genova, è stata Preside nella Facoltà di Ingegneria per 4 anni. Per il suo impegno in ambito accademico e professionale è stata inserita nell’albo degli esperti in innovazione tecnologica istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico.


CREDITS

Immagine di copertina (rielaborata)

ID Immagine: 43550523. Diritto d'autore: valex113

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