Il meglio di #6MEMES, ovvero gli articoli TOP del nostro blog dalla primavera all’estate: il digitale prima di tutto!

Sarà stato lo strano clima che ha avvolto la nostra penisola in questi mesi, a “spingere” nelle classifiche gli articoli dal sound prettamente digital… O sarà che il topic è decisamente più “gettonato” rispetto alle precedenti tendenze, o sarà ancora che i nostri lettori si stanno abituando alle nostre peripezie online: fatto sta che la lista dei post vincitori di questa rassegna trimestrale, disdegna l’analogico in favore del digitale.

A farla da padrone, ad esempio su Twitter, è IoT e Salute: monitoraggio e diagnosi preventiva di massa, un articolo di Giulio Destri dedicato all’Internet delle Cose, declinato in special modo verso l’ambito della salute.
Nel post, infatti, ricco di contenuti come solo Giulio sa fare, si parla di IoT e Sanità e soprattutto di come, tramite uno strumento integrato in uno smartwatch o in un braccialetto, possiamo (o potremo) tenere sotto controllo la nostra salute.

Questo articolo sale così sul podio non solo di Twitter, ma pure su Linkedin, grazie ai suoi approfondimenti sul dialogo – più o meno autonomo – tra dispositivi, che si connettono tra loro e e con le grandi infrastrutture di calcolo (data center) attraverso la rete, con risultati notevoli in termini di monitoraggio e predizione.

Il post, infatti, racconta come la combinazione dei dati raccolti nel tempo dai vari questi sensori, immagazzinati in servizi cloud, permette non solo di controllare il nostro stato di forma fisica, ma anche, se vogliamo, di condividere ad esempio percorsi di trekking o ciclismo con gli amici, magari corredati di foto e selfie scattati durante la nostra impresa sportiva.

Quali sono i passaggi successivi prospettati dall’articolo?

Pensiamo a cosa è l’ECG dinamico secondo Holter: una metodica diagnostica utilizzata per monitorare l’attività elettrica del cuore durante un intervallo di tempo più o meno lungo, solitamente corrispondente a 24-48 ore, e con i registratori di ultima generazione sino ad un massimo di sette giorni…. Ecco: la stessa metodica si può applicare anche alla pressione sanguigna o ad altri parametri vitali, così che la nostra storia personale, raccolta in banche dati, porterà a prestazioni sanitarie sempre più personalizzate e in real time.

Un altro top di serie “A”, questa volta solo su Twitter, è Selezione e gestione dei fornitori: questione di prospettiva!, un  articolo di Anna Pompilio.gestione-fornitori

Un capitolo provocatorio dell’articolo, ad esempio, che parla di “Fornitori low cost di professionalità”, ci racconta come in un’impresa i fornitori vadano dalla ditta delle pulizie, a quella che vende hardware e software, alla società di servizi che si occupa della gestione di attività amministrative esternalizzate, e di come l’insieme comprenda insomma tutti quei fornitori di professionalità che sollevano l’azienda dall’onerosità del possesso.

L’approfondimento di Anna sottolinea come:

“la maggior parte delle organizzazioni si trovi prima o poi a dover reagire ad un mercato in contrazione se non in crisi” e come di conseguenza, “ fatto salvo quelle realtà – tipicamente start up – che nascono con una configurazione essenziale dei costi, la risposta ad una curva dei ricavi in caduta libera sia normalmente quella di dotarsi di strutture di costo flessibili così da poter adeguare velocemente la capacità produttiva alle oscillazioni della domanda.”

E se Linkedin vede al secondo posto in termini di gradimento il nostro precendente articolo della rassegna “Il meglio di #6MEMES” (e questa cosa ci motiva ancor di più nel nostro lavoro), andiamo avanti e passiamo a Facebook, che come sempre, ci porta verso temi meno tecnici… Primo su tutti l’intervista a Mariagrazia Villa: Il giornalista digitale è (o non è) uno stinco di santo?

“L’etica nella comunicazione digitale è scomparsa?” ci chiediamo assieme a Mariagrazia. E, “andando controcorrente, c’è qualcuno che dice no. Che pensa sia proprio la rete a permettere ai giornalisti e, in senso più ampio, ai comunicatori di professione o di diletto, dai blogger ai social media writer, ai web content manager, di esercitare delle virtù morali.”

intervista-mariagrazia-villaA dire no, è proprio lei, Mariagrazia Villa, l’autrice di Il giornalista digitale è uno stinco di santo., in cui enumera 27 virtù da conoscere per sviluppare un comportamento etico, il primo manuale pratico di etica della comunicazione online pubblicato in Italia.
Divertente e bizzarro, il libro è ricco di simpatici aneddoti, utili suggerimenti e curiosi esercizi di scrittura, per imparare a vedere il web come la nuova miniera della buona comunicazione. L’obiettivo? Raccontare le  virtù da fare proprie e da allenare, per acquisire un comportamento moralmente qualificato.

Infine: pancia nostra fatti capanna, con “Gli alti e bassi del cibo italiano. Monitoraggio online a cura di Sara Di Paolo”.

Sara, nel suo “succoso” articolo, ci ricorda infatti  che il “2018 è l’anno del Cibo Italiano, e che sono ben 69 i grandi appuntamenti in tutta Italia per celebrare il connubio arte, paesaggio, cibo.”

Fattori, questi, tutti distintivi del nostro paese, attrazioni uniche per turisti e visitatori. Secondo la ricerca Food Travel Monitor della statunitense World Food Travel Association, il 49% dei turisti globali ha partecipato ad almeno un’esperienza enogastronomica unica ed indimenticabile durante un recente viaggio.
E così dal primo dicembre 2017 – grazie alla piattaforma Webdistilled, – Sara ci racconta che

“navigo anche io per il “cibo italiano/Italian food”, passando di sito in social, leggendo articoli e blog, monitorando trasmissioni radio e tv in italiano e inglese, alla scoperta degli alti e bassi nella comunicazione sul cibo italiano.”

CIBO-ITALIANOI dati sono chiari. E fitti…

Trattano espressamente di questo tema oltre 28.000 contenuti, il 53% in italiano e il 47% in inglese. Sono ovviamente citati moltissimi prodotti e piatti. Tra quelli monitorati, in inglese vince la pizza (con 2918 menzioni), seguita da gelato (897) e tiramisù (331), rispetto alle salse da condimento il pesto (525) batte il sugo (272) seguito poi dalla carbonara (200), mentre in italiano pesto, sugo e amatriciana (molto meno citata la carbonara) se la giocano alla pari (essendo tutti e tre intorno alle 300 menzioni) e la pizza scende a 758 menzioni. (PS: che fame!!!).

E dopo questi dati che, digitali o meno che siano, ci raccontano un mondo intorno a noi che non cessa mai di innovarsi e cambiare – a rischio di lasciarci indietro – a noi non resta che darvi appuntamento tra tre mesi, al mostro prossimo appuntamento “6-memesiano” :-)

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