I “goal” di #6MEMES: breve rassegna dei “primi della classe” del nostro blog…

Rete!

È arrivato il momento, come accade circa ogni tre mesi, di fare il punto sui contributi di 6MEMES che, in questo lasso di tempo, hanno avuto più seguito sulle varie piattaforme social su cui sono stati condivisi.

Una breve premessa.

Ogni rassegna e ciascun report seguono un filo – a volte impercettibile, a volte esplicito – con cui si raccolgono dati. Questo è il caso in cui i dati sono sì numerici – rappresentando i “primi della classe” :-) – ma sono anche capaci di raccontare qualcosa in più.

Il filo che li lega nel momento del loro rilascio è infatti (gioco forza) tematico e sociale, cambiando le metriche per ciascuna piattaforma, a seconda del pubblico e del risvolto dei vari temi selezionati più o meno “social”.

Capita infatti spesso che i medesimi contenuti abbiano performance differenti in base al contenitore mediatico su cui hanno giocato la propria partita di visibilità, nel nostro caso Facebook, Linkedin e Twitter.

E allora la lettura, o meglio, il filo della rassegna, si svolge e riavvolge su se stesso a volte tornando sui suoi passi perché le metriche sono davvero molto differenti tra loro, con vere e proprie capriole di gradimento: il primo su una piattaforma può essere l’ultimo su di un’altra e così via… Vediamolo insieme.

Abilità o ri-abilità?

 

Un dato interessante per tutti ce lo fornisce ad esempio Twitter, di solito vocato al gossip e alle new emergenti, e che invece nel nostro caso ha premiato un tema impegnativo e focale, quello della salute in merito alla disabilità, con l’intervista al dr. Rodolfo Brianti dal titolo “Disease e Illness nella riabilitazione.” Con circa 2500 visualizzazioni ha avuto la meglio su topic come l’innovazione, la trasparenza, la cultura… Non male!

Cure And RecoveryL’intervista, del resto, tocca temi sì generalisti sul senso della cura in senso sociale, ma si addentra anche in specifiche realtà soggettive e individuali. In termini di disabilità acquisita, ad esempio, il dr. Brianti sottolinea come:

“Si tratta di fare i conti con un’immagine di sé pregressa – magari conquistata nel tempo con impegno, fatica e sacrificio – a cui dover in ogni modo corrispondere, pena un senso di inadeguatezza difficilmente scardinabile.

Da questo punto di vista i fattori sociali e ambientali in cui il paziente affronta il proprio percorso di riabilitazione sono sicuramente fondamentali.”

E se Twitter ha premiato un contenuto così stringente dal punto di vista dei contenuti, Linkedin ha invece deviato dalle aspettative, premiando temi culturali con un post dell’autrice Natalia Robusti.

Leggerezza o gravita?

 

All’ombra degli algoritmi, ai piedi della poesia: leggerezza e gravità della comunicazione, ha ricevuto oltre 2700 visualizzazioni, parlando di attualità nello scambio delle informazioni sui vari media digitali e convergenti.

“Parlando ora di comunicazione non possiamo rinunciare a un’ovvietà: i media con cui comunichiamo oggi non hanno più, se non con rare eccezioni, alcuna figura di intermediazione al loro interno. Digital Binary Code
Con una leggerezza inaudita – perfino sospetta – fanno tutto da sé, almeno all’apparenza.

Mai come in questi ultimi tempi, infatti, la comunicazione umana si è fatta densa, quasi convulsa, spesso tanto scoordinata quanto massiccia da assomigliare sempre più a veri e propri “versi”, e non certo quelli poetici.

In una sorta di anarchia e autoregolamentazione (più o meno efficace) – e senza tanti letterati né professori di mezzo – le informazioni vanno e vengono. Ma non passano.”

Primo: la trasparenza!

 

Ed è stato invece Facebook, in questi giorni sull’onda di polemiche sacrosante sull’in-trasparenza della gestione dei nostri dati – a premiare, in una sorta di gioco autorifllessivo, la trasparenza, il tema del White Paper di Maria Bonifacio:

Codice Antimafia

“Fonte della cultura della legalità, il concetto di trasparenza ha cambiato radicalmente il rapporto tra cittadino e Stato: è diventato un diritto di tutti e una pratica da seguire, e, spesso – come accade per ogni cambiamento culturale – non si tratta di un’operazione facile.

Esiste tuttavia un legame inscindibile tra la disciplina della trasparenza nella pubblica amministrazione e la lotta alla corruzione.

La trasparenza è, in assoluto, il mezzo attraverso il quale si possono individuare e quindi prevenire situazioni illecite e di conflitto di interessi. Solo partendo da un’azione sinergica tra istituzioni pubbliche, associazioni di cittadini, imprese e rappresentanze economiche sul territorio si può delineare un percorso comune per l’affermazione di una cultura della legalità e della trasparenza.”

Quello che possiamo dunque concludere al termine della rassegna – è che sì, i numeri, nella condivisione della conoscenza, contano, perché le proporzioni hanno il loro peso: fanno inclinare le bilance, di qua e di là, spostando consenso.

È proprio la conoscenza, più di ogni altra cosa, ci può condurre più vicino a ciò che desideriamo e più lontano d a ciò che temiamo.
E nel nostro blog cercheremo di tenerne conto rendendone conto nello stesso momento ai nostri lettori. Per quel che ci riesce di fare.

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