Sistemi Data Driven in sanità: facendo si impara! Per una nuova Interoperabilità Uomo-Macchina.

Mi piace iniziare questa mia collaborazione con il blog 6MEMES citando Federico Ferrazza, direttore di Wired Italia, sul fattore umano dell’innovazione (da WIRED – Fattore Umano. Intervista ai protagonisti del mondo che cambia. Settembre 2019):

“La capacità cioè di creare e interpretare le situazioni che nessuna macchina seppur intelligente può avere”

Ritengo che questa premessa sia fondamentale nel capire e approfondire i temi che sono e saranno sempre più importanti nel prossimo futuro a proposito di come l’Uomo si potrà (e dovrà) porre nei confronti della cosiddetta macchina.

Oggi, infatti, sappiamo che tali strumenti tecnologici ci possono aiutare sia nel ragionamento logico che nel calcolo, così che partendo da dati più o meno elementari questi programmi ci aiutano a risolvere problematiche particolarmente complesse.

Di più ancora: oggi siamo consapevoli che sempre lei, la macchina, impara a sua volta “facendo”, secondo i più recenti processi di machine learning, e dunque che le prospettive su ciò che l’innovazione tecnologica potrà aiutarci a fare si faranno, nel tempo, sempre più ampie.

Quello che invece ancora (forse) non sappiamo è ciò che l’Uomo potrà (o no) fare in proposito…

Oggi siamo consapevoli che lei, la macchina, impara a sua volta facendo, secondo i più recenti processi di machine learning. Condividi il Tweet

Ad esempio: come si modificherà il rapporto tra noi e la macchina, rapporto che – ricordiamolo – deve avere come fine ultimo il miglioramento della nostra vita? E il processo di digitalizzazione che sta avvenendo in tutti i campi, invece, come modificherà le nostre abitudini?

Infine: come influiranno queste dinamiche all’interno di un sistema così sensibile e delicato come quello della salute?

Proviamo a parlarne insieme…

Cittadini sempre più “digitali” anche in ambito health

Ciascuno di noi ne è un testimone diretto: andiamo sempre più spesso online per informarci in merito alle varie strutture sanitarie e ai diversi medici, indossiamo smartwatch che ci relazionano non solo sulle nostre prestazioni sportive, ma anche rispetto ai nostri parametri fisici più comuni, e desideriamo che le informazioni sulla nostra salute siano facilmente a disposizione del nostro medico curante, così che ci sia un dialogo sempre più aperto con chi si occupa della nostra salute.

E tuttavia usiamo ancora troppo poco le prenotazioni e i pagamenti online: le stesse strutture sanitarie hanno appena iniziato a impiegare soluzioni digitali sia per l’organizzazione interna delle stesse che per quanto riguarda la loro condivisione delle varie informazioni mediche.

Ancora oggi in sanità usiamo ancora troppo poco le prenotazioni e i pagamenti online: le strutture hanno appena iniziato a impiegare soluzioni digitali. Condividi il Tweet

Il quadro aggiornato su questi temi lo offre l’Osservatorio Innovazione Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, che segnala prima di tutto un dato positivo, la crescita del 7% della spesa per la Sanità Digitale nel 2018, in tutto 1,39 miliardi di euro, dopo la crescita del 2% nel 2017.

A investire di più sono le strutture sanitarie, 970 milioni di euro, in crescita del 9% nel 2018, cui seguono le Regioni con 330 milioni di euro spesi, in crescita del 3%, poi i medici di Medicina Generale, che nel 2018 hanno investito 75,5 milioni di euro, +4% rispetto al 2017, circa 1.606 euro per ciascun medico, infine il ministero per la Salute che ha speso 16,9 milioni di euro, appena 200 mila euro più del 2017.

In quali ambiti sono stati investiti questi soldi?

Secondo gli esperti del Politecnico, i primi due settori di impiego sono i sistemi dipartimentali, con 97 milioni di euro, e la cartella clinica elettronica, con 50 milioni di euro, ossia i due temi tecnologici considerati prioritari dalle strutture sanitarie. Non solo: anche l’intelligenza artificiale comincia a emergere: 7 milioni di euro stanziati per adottarla e il 20% dei direttori sanitari che la ritengono rilevante.

Guardando alla realtà dei fatti, Regioni e aziende sanitarie hanno scelto di attivare prima di tutto le prenotazioni e il pagamento online delle prestazioni sanitarie. È già disponibile nell’88% (prenotazioni) e nel 76% (pagamenti) delle strutture prese in esame dall’Osservatorio, attraverso siti web, app o piattaforme regionali, spesso collegate al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Questo strumento è ancora molto poco diffuso e solo il 21% dei cittadini ne ha sentito parlare.

Dal lato delle aziende sanitarie, invece, i Chief Information Officer puntano come prima istanza a ridurre i tempi d’attesa per i cittadini. Il 62% dei CIO ritiene che questo sia l’obiettivo prioritario del digitale, mentre a frenare la diffusione delle tecnologie – per il 57% dei CIO – sono proprio le problematiche legate alla mancata interoperabilità tra sistemi applicativi e alla coesistenza tra vecchi e nuovi sistemi. Nel 32% dei casi, infine, i temi sono legati al rispetto della privacy.

Sul tema, riprendo il concetto espresso mirabilmente in un’intervista al Professore Piero Dominici che desidero fare mio: soprattutto in ambito sanitario è fondamentale che i progetti – per rivelarsi vincenti ed efficaci – siano guidati da team misti che sappiano abbinare senza remore competenza tecnica e passione, precisione e creatività, e soprattutto che sappiano mettersi nei panni del cittadino-paziente.

Perché la “Macchina” ci serve anche – forse soprattutto – in questo settore?

Gli elementi a favore della tecnologia in ambito clinico e sanitario sono certamente numerosi. Senza entrare nel campo delle applicazioni rivolte ai medici, ma rimanendo invece nell’ambito dell’organizzazione aziendale, ormai anche in Italia si parla sempre di più di patient journey e di aziende data driven.

Le realtà più innovative hanno così sviluppato soluzioni con la più ampia compatibilità verso sistemi di natura diversa che – mettendo al centro il cittadino – ottimizzano il processo di accoglienza in senso lato, corredandolo ad esempio di un sistema di alerting e reporting diretto a offrire un quadro in real time del livello di servizio erogato, monitorando una serie di parametri “logistici” capaci di incidere nella qualità dell’esperienza di cura del paziente quali il tempo medio di attesa, il numero di utenti in coda per tipologia di servizio etc.

L’organizzazione sanitaria, in questo modo, può ambire a confrontare in maniera sistematica diverse configurazioni di servizio al fine ultimo di migliorare le prestazioni. Un esempio per tutti è la capacità di rispondere in maniera tempestiva a un affollamento gestendo il personale disponibile nel modo più corretto.

Grazie alla digitalizzazione in sanità le varie soluzioni disponibili possono essere abilitate anche ad analisi predittive. Condividi il Tweet

Dal punto di vista più tecnico, queste informazioni vengono fornite attraverso una rappresentazione personalizzata di tabelle e grafici (accessibili dal web) che visualizzano in maniera chiara parametri quali il numero di utenti serviti e quelli in attesa, i tempi di erogazione dei servizi e quelli di durata delle attività del singolo operatore, per arrivare al numero di ticket erogabili per servizio e così via, il tutto disponibile e “filtrabile” in base a diversi criteri di ricerca.

In questo modo, dati, operatori e pazienti interagiscono tra loro attraverso la macchina, si rendono reciproca utilità e concorrono a creare una base di informazioni utili non solo in real time, ma anche per le successive evenienze ed esperienze.

Questo fa sì che le varie soluzioni disponibili siano abilitate anche ad analisi predittive, così da fornire gli spunti necessari per gestire i vari processi rendendoli più snelli ed efficienti.

Da questo punto di vista, dunque, anche l’Uomo deve essere in grado di essere interoperabile, non solo seguendo (e soprattutto guidando) passo passo le evoluzioni della macchina, ma evolvendo accanto a essa, sia come singolo individuo che in quanto società.



Patient Journey Solutions e Data Driven Governance di Artexe

Il passo che Artexe ha voluto fare attraverso la piattaforma Mr You nell’integrare tutti gli strumenti utili per un corretto patient journey, è quello della gestione del dato, ovvero la capacità di offrire al manager uno strumento di supporto alle decisioni basato su dati oggettivi, quelli ricavati dal reale andamento dei processi, cui si affiancano soluzioni per attuare le strategie attraverso il miglior funzionamento dei processi.

Le dashboard progettate da Artexe e le analisi predittive si basano su anni di esperienza e mettono a fattor comune tutte le strutture e gli apparati in campo, attraverso una soluzione SaaS. Il primo esempio di concreta collaborazione tra gli strumenti sviluppati nella divisione Patient Journey Solutions e quelli della divisione Data Driven Governance di Artexe.


CREDITS IMMAGINI

Immagine di copertina 
ID Immagine: 81018857, di Aleksandr Khakimullin

Immagine articolo
ID Immagine: 20558599, di dolgachov
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Fabrizio Biotti
Board Member at Maps Healthcare and Sales • Marketing Director Area e-Health. Collegati su Twitter Collegati su Linkedin

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