Come quando fuori NON piove: dialogo immaginario tra pianta e macchina

La comunicazione tra specie diverse ha tante strade, nessuna uguale all’altra perché ciascuna, a modo suo, ha una natura affascinante ed eccezionale.
Certo il primo passaggio comunicativo è questo: Chi sei tu? Chi sono io, rispetto a te? A seguire, si stabilisce solitamente un contatto, fondato spesso sul concetto di reciprocità: Cosa possiamo “scambiarci” io e te, in termini di conoscenza, interesse o, perché no, utilità concreta?
In questo gesto, essenzialmente pragmatico, sta il seme di una convivenza proficua che genera valore intorno a sé.
Questa operazione, solitamente innata e spontanea all’interno della stessa “specie”, è oggi possibile anche tra il mondo vegetale e quello delle “macchine”, grazie a un’intuizione davvero geniale di Jessica Rosati, che è riuscita a unire innovazione e comunicazione, mettendola al servizio della tecnologia.

Giovane studentessa del dottorato di ricerca in “Ingegneria Elettrica e dell’Informazione” presso l’Università di Bari, l’intraprendente Jessica si è lanciata in un’avventura alquanto audace: creare una vera e propria “comunicazione on demand” per le piante, le quali, grazie all’elaborazione di uno specifico algoritmo e monitorando diversi parametri (tra cui la concentrazione d’acqua nelle colture, il caldo e l’umidità), rilasciano un “segnale” agli irrigatori in base al bisogno reale d’acqua, evitando inutili sprechi.
La meraviglia anche a livello comunicativo di questo progetto, premiato dall’Ibm PhD fellowship Award, è che queste piante interagiscono non solo tra loro, ma con il contesto (in questo caso gli irrigatori), comunicando i loro bisogni e soddisfacendoli attraverso un reciproco riconoscimento.
Inoltre, entrando nel processo di elaborazione, emerge una predominanza di verbi transitivi, che implicano non solo l’esistenza di un messaggio da trasmettere mediante un canale, ma anche la presenza a tutti gli effetti di un emittente e di un destinatario, in grado di comunicare tra loro.
Gli stessi Shannon e Weaver, i celebri matematici che hanno dato vita alla “teoria della comunicazione”, sarebbero così particolarmente fieri di sapere che, nel 2015, una giovane ragazza ne ha pienamente realizzato il modello, aldilà di ogni possibile barriera fisica o intellettiva, interferenza o rumore capace di ostacolare il percorso del messaggio.

Come in qualsiasi altro rapporto comunicativo, infatti, la pianta e l’irrigatore condividono uno stesso codice che, per una reciproca comprensione e una comune possibilità di apprendimento, concretizza uno scambio di informazioni e la possibilità di elaborare e appagare richieste e necessità. Davvero una bella lezione sulle potenzialità di una corretta comunicazione!

Manifestare i propri bisogni, rendendoli chiari e comprensibili, sembra del resto il nuovo confine del cambiamento, già abituati come siamo a sentir parlare di “Internet of Things” o “Internet degli oggetti”… Scarpe da ginnastica che trasmettono dati sulla velocità tenuta per gareggiare in tempo reale con persone geograficamente distanti da noi, sveglie che suonano prima in caso di traffico e contenitori delle pastiglie che ci avvisano se scordiamo di prenderne una.
Chiedono, informano e ricevono: in una parola sola comunicano, termine ancora oggi sorprendente che significa propriamente condividere, “mettere qualcosa in comune con gli altri”.
E non importa come – o tra chi – tale scambio di informazioni si esprime: quello che conta è la concreta possibilità di farlo. L’integrazione tra tecnologia e biologia – al punto in cui siamo – non può più essere considerata un’eccezione, dunque, ma, al contrario, deve essere interpretata come una vera e propria interazione in grado di garantire una reciproca utilità.

E adesso… tutti a parlare con le piante del balcone, del giardino e soprattutto con quelle dell’orto. Non si sa mai che rispondano!

approfondimenti

Per saperne di più

–  Shannon, C.E. e Weaver, W. 1983, La teoria matematica delle comunicazioni, Milano, ETAS LIBRI (1a ed. 1971), ed. it. di The Mathematical Theory of Communication, University of Illinois Press, 1949.
– Kevin Ashton: That “Internet of Things” Thing. In: RFID Journal, 22 luglio 2009.
News24Web.
Impronta Unika.

Informatica Libera.

 

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