Tempo libero? Io ozio, tu ozi, egli rallenta. Big data permettendo.

L’ozio ha avuto da sempre – nella storia dell’uomo, della cultura e delle società – ben più di un estimatore.
Da Steven Robertson e Bertrand Russel, entrambi con un’opera dal medesimo titolo, “L’elogio dell’ozio”, al libro che naviga su un’onda affine, “L’utilità dell’inutile, di Nuccio Ordine, fino al celebre “Elogio della lentezza” di Lamberti Maffei, per non parlare poi del rallentato stile di vita promulgato dalla filosofia “Slow Food”…

E nonostante Calvino celebrasse la velocità – almeno all’apparenza ;-) – la domanda che molti si fanno in proposito, seguendo proprio il ragionamento di Lamberti Maffei, è la seguente: “Siamo davvero programmati per la velocità?” Perché se è vero che “Viviamo in un mondo veloce, dove il tempo sembra via via contrarsi: continuamente connessi, chiamati a rispondere in tempi brevi a e-mail, tweet e sms, iper-sollecitati dalle immagini, in una frenesia visiva e cognitiva dai tratti patologici”, in molti invitano a “scoprire i vantaggi di una civiltà dedita alla riflessività e al pensiero lento”.

I celebri Flâneur  dei tempi andati – e pure quelli contemporanei – il cosiddetto tempo libero, non a caso, lo frequentavano con una certa assiduità e il fatto stesso che si chiami libero avrà bene un suo perché!
Eppure è inutile negarlo: a molti di noi non piace “perdere tempo” e, quando ne abbiamo un po’ in eccesso, diventa un tempo che di più occupato non ce ne è, come succede spesso in vacanza, in cui l’occasione di svago e ozio diventa una vera e propria gara a vivere più esperienze, tanto che spesso si torna a casa più affaticati che alla partenza.

I Flâneur, il cosiddetto tempo libero, lo frequentano con una certa assiduità... Condividi il Tweet

Un altro subdolo attentatore alla lentezza, per tornare al topic del nostro articolo, lo è – e lo sarà sempre più spesso – il giochino degli “stili di vita” consentito dall’utilizzo ad hoc dei Big Data anche in questo campo. Per chi utilizza questi dati, infatti, il tempo libero rappresenta un target ben preciso per campagne di marketing e re-marketing che hanno un unico scopo: riempire il nostro carrello-tempo di attività, eventi, proposte, spettacoli e chi più ne ha più ne metta.

Non è semplice sfuggire a tali sirene ammaliatrici, perché ci conoscono bene. Come spiega questo articolo, ad esempio, ogni nostro passo online è tracciato, filtrato, segmentato e decifrato… Al fine di realizzare i nostri desideri, si dice. O di soddisfare tante necessità di business, aggiungiamo noi per amor di chiarezza.
Eppure tale pratica, seppure da molti contestata, non è necessariamente un male. In effetti, “qualcuno” che ci orienti nel mare sterminato di offerte indifferenziate è davvero utile e – bada bene – può farci davvero risparmiare tempo nella nostra ricerca di qualcosa che corrisponda ai nostri desideri.
Questo accade ormai in tutti i settori. Da quello della musica, in cui “Le società specializzate nei big data nel settore musicale lavorano ormai intensamente sulle affinità di generi e stili, sulle affinità tra gli artisti, sulla varietà di stili e generi suddivisi per segmentazione social”, a quello dell’editoria, ça va sans dire, in cui le principali case editrici utilizzano i Big Data per trarre massimo profitto dalle proprie scelte editoriali. Addirittura la casa editrice Tor Books sta “per pubblicare il primo libro scelto attraverso i big data.”

Non è immune da tali pratiche nemmeno il settore della formazione. Il tempo libero è infatti spesso dedicato allo studio, per necessità o virtù, grazie anche alla diffusione del Digital Learning:Non si tratta semplicemente di una diffusione di contenuti online: case editrici, scuole e università stanno modificando le loro strategie di investimento per rivoluzionare non solo il modo e i tempi in cui gli studenti apprendono, ma anche come gli insegnanti interagiscono con loro nel seguirne i progressi nel tempo.”
Per non parlare dei viaggi veri e propri, in cui portali come Tripadvisor, Booking, Venere etc… irrompono nelle nostre ricerche online con seduttive offerte di pernottamenti vantaggiosi in posti irresistibili.

Come fare, allora, per non riempire – anzi farcire – il nostro tempo libero difendendolo con le unghie e i denti?
Un’alternativa c’è, la solita di sempre: chiudere le finestre. Staccare con tutto e tutti, non pensare a niente e chiudere gli occhi. Quello che apparirà sarà, finalmente, il vero tempo libero: quello dell’esistere fine a se stesso!

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