WordPress apre a una nuova stagione di “Esperanza”. Buone pratiche, innovazione e parità di generi dentro e dietro il CMS più amato dal web.

Natalia Robusti

Natalia Robusti

Digital Communication Strategist ● Visionary Artist ● Founder di Spazio Lookness

Natalia Robusti, per 6MEMES, intervista Francesca Marano, WordPress Core Team Lead di WP.


 

WordPress, il Content Management System (CMS) open source utilizzato in tutto il mondo per creare bellissimi siti Web, Blog o App – tanto che ben il 41% del web lo utilizza, a partire dai piccoli blog ai più grandi siti di notizie online – ha rilasciato nel mese di dicembre 2020 una nuova versione, la 5.6, il cui team era composto interamente da donne e persone non-binary.

Subito dopo, da pochissime settimane, è stata rilasciata la versione 5.7, dal nome emblematico “Esperanza”, dall’aspetto particolarmente ricco e dal sapore creativo e artistico.

Anche in questo caso due delle tre release lead sono donne, e questa – in un settore in cui si sa, la cosiddetta parità di genere (anzi, generi) stenta a raggiungersi, come in moltissimi altri settori – è una notizia da festeggiare.

WordPress, infatti, detta come sempre il passo. Si tratta di un software capace di comunicare – e far comunicare tra loro a livello globale – singole persone, piccoli gruppi, aziende ed enti. Non a caso anche noi di 6MEMES ci appoggiamo a questa tecnologia per il nostro blog 🙂

Tutto accade grazie a un’unica piattaforma open – quindi accessibile a tutti – seguendo pratiche innovative capaci di intercettare creatività, spirito comunitario e tecnica.

Di questo, e anche di più, ne abbiamo parlato con Francesca Marano, WordPress Core team lead presso Yoast dove guida un team di sviluppatori che lavorano a tempo pieno sul progetto open-source WordPress.org.

Ne è uscita un’intervista imperdibile, che va dentro e dietro le quinte di questa piattaforma che, in pratica, ha costruito un vero e proprio mondo online di cui si parla ancora troppo poco.

Buona lettura.

 


Buongiorno Francesca e grazie davvero per questa intervista: noi di #6MEMES (e io in particolare) siamo fan, oltre che grandi utilizzatori, di WordPress. Partiamo quindi dalle origini della tua attività: quando hai sviluppato la passione per questo genere di attività?

Sono nata in una famiglia di programmatori. A casa mia siamo sempre stati degli early adopters: ho potuto giocare con il mio primo personal computer nel 1982.

In tutte le aziende in cui ho lavorato, dal 1994 in poi, sono sempre stata la collega “smanettona”. Quella che ha portato l’utilizzo delle email in una compagnia aerea nel 1996, al posto del telex e del fax, e che ha creato dei template con FileMaker per gestire le relazioni con i giornalisti qualche anno più tardi. Nonostante tutte queste esperienze, non ho mai desiderato lavorare nel mondo del software come programmatrice.

Nel 1999, però, ho incontrato il web design che mi ha fatto cambiare idea. Ho creato siti e cd-rom per l’Università di Torino oltre che per alcune agenzie nella mia città. Dopo un detour in altre professioni, nel 2010, ho iniziato a offrire servizi di personalizzazione di siti web per alcune clienti e, dal 2017, ho lasciato il web design per dedicarmi ad altri aspetti del mondo tech. Insomma, una vita movimentata, direi 🙂

 

In effetti è stato un percorso articolato, andato senz’altro a buon fine! Sono curiosa: com’è stato il tuo incontro con l’organizzazione di WordPress?

Nel 2008 ho deciso di aprire un mommy blog. I nonni di mio figlio vivono lontani da noi e volevo aggiornarli con foto e storie del nipotino. Tante amiche avevano un blog e io ero indecisa su quale piattaforma usare. Sono partita con WordPress.com e passata ben presto a WordPress.org.

All’epoca non pensavo di poter contribuire al progetto di questo fantastico CMS, convinta che servissero solo sviluppatori PHP. Un incontro fortuito nel 2015 mi ha fatto invece capire che per creare un software open source, e in particolare uno popolare come WordPress, c’è bisogno di molte competenze, e non solo di quelle legate alla programmazione back-end.

Da allora mi sono buttata nel progetto: all’inizio come volontaria usando la sera e i weekend; infine, dal 2019, contribuire a WordPress è diventato il mio lavoro full-time.

 

Come è stata presa la decisione di fare un rilascio con un team di donne e persone non-binary? È stata una cosa casuale oppure strategica?

Decisamente strategica e con una storia alle spalle abbastanza lunga. Per anni WordPress non ha visto una grande partecipazione da parte di chiunque non fosse maschio/bianco/cisgender nel team Core, ovvero il team che si occupa del codice del software.

Da un paio di anni invece, Josepha Haden Chomphosy – attuale executive director di WordPress.org che ha iniziato il suo percorso contribuendo al team Community – aveva questo progetto in mente: fare spazio a contributor nuovi che rappresentassero una pluralità maggiore anche all’interno del team Core. Nell’estate del 2019 mi ha così chiesto se volevo far parte della release 5.3 come coordinatrice, un ruolo di project management particolarmente importante per portare il ciclo di sviluppo al compimento. Io, ovviamente, ho accettato! 🙂

Quando è stata rilasciata la nuova versione, ho festeggiato su Twitter segnalando di essere stata la quarta donna ad aver guidato una release… Josepha mi ha risposto dicendo che uno dei suoi obiettivi per il 2020 era quello di creare un team di release fatto di sole donne e persone non-binary. È stata una grande idea: più di ottanta persone si sono fatte avanti e, nel mese di dicembre 2020, è uscita la versione 5.6, guidata da un team di oltre 40 persone che si identificano come donne o non binary. Un successo!

 

Sono d’accordo: è stata una grande idea! A proposito di release: secondo quali fasi di sviluppo e studio nasce la decisione di un aggiornamento?

WordPress viene rilasciato circa tre volte l’anno. La procedura cambia leggermente ogni volta in base alle feature in corso di sviluppo o in base alla roadmap del progetto. In linea di massima segue le tradizionali fasi di sviluppo: alpha, beta, release candidate, general availability. Durante l’alpha si mettono a punto gli obiettivi della release e le persone che servono nella squadra che la guida.

Non è necessario far parte della squadra per contribuire. Tutti possono riportare bug e creare patch in ogni momento. Sarà poi la squadra a valutare la gravità o l’impatto dei cambiamenti per includerla o meno nella release in corso.

 

Un’altra curiosità: il team che ha fatto questa esperienza rimane stabile o ogni volta cambia?

Si cambia tutte le volte. Alcune persone restano per più di una release, facendone anche due o tre di seguito. Altre partecipano alla squadra una volta e basta, mentre altre ancora prendono una pausa prima di partecipare ancora. Il processo è in continuo divenire.

C’è un gruppo di persone sponsorizzate da diverse aziende, tra cui il mio team (grazie a Yoast), che lavora in modo continuativo al software ed è sempre pronto a intervenire per dare un aiuto o un parere tecnico nel caso si debba prendere in considerazione un orizzonte più ampio di intervento.

 

Sembra impegnativo, ma molto stimolante! Ci racconti una giornata tipo del tuo lavoro?

Il mio lavoro di team lead prevede una parte di gestione del team e una parte di contribuzione a WordPress.

Nel primo caso mi occupo di creare le migliori condizioni possibili per i membri del mio team in modo che possano lavorare in serenità con tutti gli strumenti necessari a disposizione.
Lavorare full-time nel mondo open source, come hai intuito, è davvero molto appagante, ma è anche complesso. Dal momento che tutti possono contribuire, e ciascuno ha tempi e modi diversi, a volte si resta fermi su un argomento per mesi se non anni. Questo perché non si raggiunge un consenso sufficientemente condiviso su come affrontare il problema.

Il risultato è che non si può usare una metodologia di sviluppo agile perché non si sa mai di preciso quante persone potranno lavorare su un progetto. Questo impedisce di poter fare una serie di previsioni e può essere causa di grande frustrazione. Quindi è importante assicurarsi che il team stia lavorando sui progetti giusti, ovvero quelli che hanno buone possibilità di vedere la luce e che facciano davvero la differenza per WordPress, migliorandone l’usabilità per i suoi milioni di utenti.

Come contributor, invece, mi muovo nel team Core: sono la sua rappresentante globale, ovvero ricopro un ruolo soprattutto amministrativo.

Insieme al mio co-rappresentate, ci assicuriamo che non ci siano ostacoli in alcune parti del progetto e verifichiamo che le operazioni standard (chat settimanali, report trimestrali, ecc…) siano portate avanti.

Mi occupo anche di mentorship, aiutando altre donne a trovare il proprio posto nel progetto. Infine, amo molto fare testing, e quindi cerco di dedicare almeno un pomeriggio alla settimana a testare singole patch o a fare test di usabilità del flusso delle nuove funzionalità.

 

Si tratta di ruoli che abbracciano molti incarichi, e che hanno a che fare con tante persone e competenze… Durante questo lockdown cosa ha significato per te far parte di una community così ricca e vasta?

Mi ha aiutato a sentirmi un po’ meno sola. La community WordPress è davvero molto vasta: prima della pandemia c’erano oltre centocinquanta WordCamp (gli eventi ufficiali del progetto) all’anno.

Negli ultimi cinque anni, ad esempio, avevo partecipato a dieci-quindici eventi all’anno in giro per il mondo. Trovarmi ferma a casa, nel mio caso, è stato particolarmente strano, ma mi ha aiutato molto restare in contatto con le tante persone che ho conosciuto nel corso degli anni.

 

Arriviamo allora al motivo dell’intervista. Mi hai detto che sei rimasta stupita dal riscontro del tuo post su Linkedin in cui ufficializzavi la nuova release, e che di solito questi argomenti non venivano più di tanto seguiti. Cosa è cambiato secondo te?

Non lo so, francamente. Forse il fatto che sia stato un appello accorato? Forse il fatto che sia stato un post molto personale e che non ha toccato la questione tecnica del prodotto, quanto la questione umana? Resta una curiosità anche per me.

Sta di fatto che di WordPress – in quanto progetto open source – si parla molto poco sulla stampa tech e spero davvero che questa cosa possa cambiare nei prossimi anni, anche perché la maggior parte dei blog che trattano di tecnologia utilizzano proprio il nostro CMS come piattaforma, e quindi mi ha sempre stupito il fatto di non vedere quasi mai affrontato l’argomento in modo approfondito e sistematico.

Ti cito solo alcuni numeri, per capire la sua notorietà e il suo uso diffuso: ad aprile 2021, WordPress è utilizzato da oltre il 41% dei siti e da oltre il 64% dei siti che usano un CMS. Si tratta,a tutti gli effetti, del Facebook dei CMS, per quanto riguarda la pervasività di mercato, nonostante dal punto di vista del marketing non abbia una strategia né particolarmente strutturata né aggressiva.

Come dice la CEO di Yoast Marieke van de Rakt, insomma, “WordPress ha successo nonostante il suo marketing, e non grazie ad esso”.

 

A volte, per fortuna, accade: la validità di un progetto si impone nonostante tutto. Nel caso di 6MEMES, ad esempio, cerchiamo di intersecare dati culturali e tecnologici. Cosa Puoi dirmi in proposito da parte di una piattaforma così incisiva come WordPress?

Continuate a farlo! Chi meglio dei content creator può raccontare quanto l’adozione di uno strumento user-friendly faccia la differenza nel flusso di pubblicazione?

Un caso che piace a tutti i web-designer, in proposito, è “The Snowfall”, la storia multimediale del New York Times apparsa nel 2013 che ha rivoluzionato l’art direction dei siti web.

Oggi ognuno può raccontare una storia così strutturata proprio grazie all’editor a blocchi di WordPress che ha una serie di elementi predefiniti per raccontare storie ricche e coinvolgenti…

 

Ti ringrazio per aver condiviso con noi tanti particolari del tuo lavoro e di questo strumento che, a tutti gli effetti, aiuta a diffondere conoscenze e competenze! Un’ultima domanda che riguarda proprio l’impatto sociale della tecnologia: un brand, oggi, può assumere posizioni valoriali, e in effetti è quel che avete fatto. A tuo parere è un trend destinato a proseguire? Penso all’ambiente…

Penso che ormai questo sia un trend consolidato per tutti i brand, commerciali e non. I progetti open source, in questo senso, rappresentano una moltitudine di voci, ma rischiano sempre di restare all’interno della bolla dei contributor. Le persone che usano WordPress non sanno, ad esempio, che la versione 5.6 è stata guidata da questo gruppo decisamente diverso di lead.

Così come probabilmente non si rendono conto che ogni release del plugin Gutenberg porta con sé delle migliorie alla performance dell’editor né probabilmente sono a conoscenza del fatto che un gruppo sparuto, ma appassionato di persone, si sta esprimendo sull’impatto che anche WordPress ha sull’ambiente attraverso iniziative volte a migliorarne la sostenibilità.

Per me, questa, è la nostra sfida più grande di questo decennio: capire come raccontare meglio tutto ciò agli utenti, in modo che possano identificare WordPress anche con i suoi valori, e non soltanto con la qualità del codice!

Come faremo a realizzare questa maggiore diffusione di consapevolezza? Direi di darci appuntamento tra cinque anni per un primo controllo 😉

 

ABOUT FRANCESCA MARANO

Francesca è WordPress Core team lead presso Yoast, dove guida un team di sviluppatori che lavorano a tempo pieno sul progetto open-source WordPress.org.

È stata la release co-lead delle versioni 5.3 e 5.4 di WordPress.org ed è la rappresentante globale del team Core, dove si occupa della gestione operativa del progetto e si dedica al mentoring di altre donne che vogliono essere più coinvolte nella contribuzione.

Uno dei progetti dei quali va più fiera è C+B, un blog che ha fondato nel 2013 per imprenditrici creative. A oggi conta più di ottanta autrici e oltre mille post. Francesca è una formatrice, autrice e public speaker.

La potete trovare in tutto il mondo (ora dal suo salotto!) a parlare di WordPress, community, open source, donne in tech e piccole imprese.

 

Web: francescamarano.com     
Twitter: twitter.com/francescamarano     
Linkedin: linkedin.com/in/francescamarano

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ID Immagine: 79581680. Diritto d'autore: Nipon Temsakun

“Il nostro pensiero leggero, rapido quanto esatto, ben visibile - qui e altrove – in una molteplicità di modi, coerentemente dedicato al genio italiano che, circa trent'anni fa, se ne è andato, lasciandoci in dono le sue opere memorabili: Italo Calvino, e le sue indimenticabili Lezioni americane.”

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