Quando l’orizzonte dell’Uomo vacilla sono le sue invenzioni a tracciare la rotta. Storie varie di Intelligenze, naturali e artificiali…

Natalia Robusti

Natalia Robusti

Digital Communication Strategist ● Visionary Artist ● Founder di Spazio Lookness

Facilitare lo scambio di informazioni tra sistemi non omogenei: è questo – in sintesi – il concetto alla base dell’Interoperabilità, parola d’ordine di quest’anno del nostro blog e che, a introduzione del mio white paper sul tema,  riassumo di seguito in una sorta di percorso tra i topic trattati dai vari autori di #6MEMES…

Il percorso di senso proposto è quello che abbiano “visualizzato” in una recente infografica creata in esclusiva per i lettori di MEMEnto 6, la nostra newsletter 🙂 A proposito: per chi volesse scaricarla, la troverà – tra i tanti contenuti esclusivi – iscrivendosi a questo LINK.

Ma torniamo al nostro percorso tra le varie forme (e sostanze) dell’Interoperabilità…  Le relazioni strutturali di cui abbiamo parlato quest’anno, ad esempio, sono quelle tra:

  • DUE O PIÙ RETI, applicazioni o componenti appartenenti a sistemi non omogenei, come nel binomio MACCHINA-MACCHINA.
  • DUE O PIÙ INDIVIDUI, organizzazioni ed enti, come nel binomio UOMO- UOMO laddove gli stessi appartengono a sistemi socio-culturali non omogenei.
  • DUE O PIÙ MACCHINE E DUE O PIÙ UOMINI: questo è in realtà una sorta di approdo “ideale” capace di legare tra loro sistemi naturali e artificiali.

Partiamo dunque da qui…


Quello tra Macchine e Uomini
è un rapporto alla pari?

Nonostante sia ancora costellato da molte difficoltà di applicazione, il tema dell’incontro tra innovazione tecnologica ed evoluzione dei sistemi sociali è condizione sine qua non di un’interazione ultima ed evoluta tra l’Uomo e la Macchina. Per capirne di più possiamo ad esempio chiederci:

>> come interloquisce l’Uomo con la Macchina non solo in fase di “istruzione”, ma anche di gestione e controllo?

Oppure:

>> come, quando e perché i sistemi “intelligenti” e automatizzati possono e potranno essere un aiuto per la nostra vita e la società?

Scopriamone insieme di più…

>> In che modo le interfacce MACCHINA-MACCHINA comunicano fra loro?

I primi sistemi di comunicazione tra dispositivi digitali non possedevano uno standard comune, ma oggi esiste un insieme di protocolli di comunicazione, chiamato TCP/IP, che consente a qualsiasi dispositivo digitale collegato alla rete di scambiare flussi ordinati di byte con qualsiasi altro.

>> Quali sono le regole per il loro dialogo?

Perché un processo sia digitale è necessario che:

  • tutte le informazioni siano completamente comprensibili alla sorgente e alla destinazione (corrette INFRASTRUTTURE);
  • il processo di interscambio dei dati deve seguire regole precise, come una conversazione (LINGUAGGIO corretto e condiviso).

Partiamo quindi da un dato importante: chi fruisce di un servizio digitale vive nel contesto e un contesto è fatto di LINGUAGGIO e INFRASTRUTTURE. Quindi i sistemi digitali, per comunicare tra loro – oltre la necessaria tecnologia – necessitano di:

  • significati puntuali e standard condivisi, attribuibili solo dal “padre” dell’interoperabilità semantica: l’uomo;
  • una tecnologia che supporti e integri in un nuovo linguaggio le esperienze umane, sociali e collettive, allo scopo di costruire un nuovo modello che risponde a precise regole di collaborazione.

Immaginiamo ad esempio un dialogo UOMO-MACCHINA che sappia identificare, collegare, combinare le diverse intuizioni e avremo il Futuro…


Il dietro le quinte…

Un esempio assai calzante di questo tema è il cambio di abitudini del consumatore.

A proposito di MACCHINA (Digitale) e di UOMO, in ambito sociale e commerciale, è infatti la cosiddetta “esperienza di acquisto” che si apre a momenti di interoperabilità evidenti.
Sempre più complessa ed estesa nel tempo e nei mezzi, l’esperienza di acquisto è andata integrando, tra loro, luoghi fisici e digitali, in una continua evoluzione relazionale…

>> L’EVOLUZIONE DEL RAPPORTO MACCHINA-UOMO:

Tutto ciò conduce all’inevitabile creazione di numerose fasi implicite di interoperabilità che vedono la relazione Uomo-Macchina come punto cruciale:

  • sia quando parliamo di USABILITÀ, che conduce a una più soddisfacente presentazione dei prodotti e dell’esperienza di acquisto; sia quando parliamo di DATI che i clienti lasciano tramite ogni operazione, e vere e proprie INFORMAZIONI per i brand;
  • sia quando parliamo di OMNICANALITA’, ovvero quando l’online si mescola con l’offline in un continuo e reciproco inseguimento.

>> LA RELAZIONE UOMO-UOMO TRAMITE TECNOLOGIA:

Non potremmo immaginare niente di più metaforico, interoperabile – e anche umano – dell’attuale processo di digitalizzazione che, da moltitudini di DATI, ricava preziose INFORMAZIONI. Anche umano? Sì, perché ciascun umano:

  • a suo modo, è un micro-sistema vitale che già produce, scambia e riutilizza informazioni e lo fa, in primo luogo, con altri uomini e i relativi sistemi sociali;
  • è materia in una serie di sistemi naturalmente vocati a connettersi.

Così, da sempre, l’umano ha creato – ATTRAVERSO LA TECNOLOGIA E LA SUA CONDIVISIONE – interfacce e appendici che aiutassero il proprio corpo (fino ad andare oltre, sostituendolo) nell’animata ricerca di nuove verità.

E così, infine, l’incessante dialogo interoperabile dell’UOMO con sé stesso e i suoi sistemi non potrà mai cessare: a sua disposizione, infatti, faticano ormai a contarsi gli universi di cose da scoprire, gli orizzonti di senso da trovare…

Per salutarci, infine, e proseguire in questo itinerario tra l’Uomo e la Macchina, propongo la raccolta in white paper dei mei articoli di quest’anno in cui la parola Interoperabilità è stata declinata secondo i memes di Calvino, Leggerezza, Velocità, Molteplicità e così via…

All’anno prossimo!

Natalia

White Paper di Natalia Robusti - Interoperabilità Uomo-Macchina


CREDITS IMMAGINE (rielaborata)
ID Immagine 1 : 109472554. Diritto d'autore: Pop Nukoonrat
ID Immagine 2: 125845055. Diritto d'autore: lassedesignen
Ritratto di Italo calvino: Gerri Lunatici

“Il nostro pensiero leggero, rapido quanto esatto, ben visibile - qui e altrove – in una molteplicità di modi, coerentemente dedicato al genio italiano che, circa trent'anni fa, se ne è andato, lasciandoci in dono le sue opere memorabili: Italo Calvino, e le sue indimenticabili Lezioni americane.”

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