Sostenibilità per il cambiamento: accudire il pianeta per ripristinarne la salute e garantire a ciascuno un futuro migliore. Di Alessandro Silva.

Alessandro Silva

Alessandro Silva

Biologo Molecolare • Digital Copywriter

“Eravamo insieme, tutto il resto del tempo l’ho scordato.”

WALT WHITMAN

 

CURA e CONDIVISIONE: questo è il doppio senso di lettura sulla parafrasi specchiata del motto “sharing is caring” ed è questa la proposta editoriale per il 2022 del blog #6MEMES, al quale do’ anch’io, per la prima volta, il mio piccolo contributo. 

Questo, non solo alla ricerca di un concetto di cura in grado di farsi accuratezza, ma che, nella partecipazione a un progetto comune verso una nuova idea di sostenibilità, si possa tramutare in un concetto di benessere – sia concreto che immateriale – che sia più rispettoso verso le nostre comunità e organizzazioni e anche più amichevole nei confronti dell’intero ecosistema di cui abbiamo la responsabilità.

Il tutto attraverso l’utilizzo di nuove forme di energia – non solo concrete, ma anche simboliche e di profondo impianto umanistico – che siano in grado di trasformare in valore gli attuali fattori di crisi e minaccia.

È ormai necessario l'utilizzo di nuove forme di energia - non solo concrete, ma anche simboliche e di profondo impianto umanistico - che trasformino in valore i fattori di crisi e minaccia. Condividi il Tweet

 

Sostenibilità per il cambiamento: accudire il nostro pianeta

Chi, più del pianeta terra ha oggi bisogno di essere accudito e guidato verso un cambiamento di orizzonte evolutivo davvero sostenibile?

“Se molti ricorderanno il 2020 per la pandemia è necessario dire che lo stesso anno per molti altri ha rappresentato un periodo di estremi eventi meteorologici, alimentati da attività antropiche che hanno condizionato il clima, distruggendo vite e forzando milioni di persone a lasciare le proprie abitazioni”.

Antonio Guterres, segretario generale ONU, Rapporto annuale State of the global climate.

Innovare per evolvere è quindi il percorso di senso comune che l’umanità deve intraprendere per mettere il pianeta al riparo dalle conseguenze devastanti portate dalle minacce che lo stanno aggredendo.

Minacce che, inserite in un circolo vizioso (e viziato) di natura esponenziale, sono le dirette responsabili anche del deterioramento di molti aspetti della nostra vita sociale, politica ed economica mondiale.

 

Un po’ di numeri:

Le TRE GRANDI MINACCE, con l’impatto potenzialmente più grave nel prossimo decennio, emerse dal Global Risks Perception Survey 2022 del World Economic Forum:

  1. Il fallimento di ogni attività di contrasto del cambiamento climatico.
  2. L’inasprimento peggiorativo dei cambiamenti climatici.
  3. La perdita di biodiversità.

Ad essi si aggiungono:

  • i crescenti divari sociali,
  • l’aumento dei rischi informatici,
  • una ripresa globale irregolare mentre la pandemia persiste.

CAMBIAMENTO CLIMATICO, con il progressivo aumento della temperatura terrestre:

  • 1,5°C il limite di aumento della temperatura globale, rispetto ai livelli pre industriali, secondo gli obiettivi dell’accordo di Parigi – COP 21, 2015.
  • 2,4°C la previsione di aumento della temperatura a fine secolo, rispetto ai livelli pre industriali, secondo gli studi effettuati da IEA, Università di Melbourne e Climate Action Tracker.
  • 1.8°C, la previsione di aumento della temperatura a fine secolo, rispetto ai livelli pre industriali, se tutti gli impegni di riduzione delle emissioni e di transizione ecologica contenute negli accordi volontari sottoscritti dalle nazioni della COP 26 saranno rispettate.

ECONOMIA MONDIALE, la situazione:

  • 1/6 la riduzione del PIL globale per una mancata azione sui cambiamenti climatici (secondo Peter Giger, Group Chief Risk Officer, Zurich Insurance Group);
  • 100 i miliardi di dollari all’anno che le nazioni aderenti alla COP 26 hanno deciso di fornire ai paesi in via di sviluppo per garantire la crescita e lo sviluppo di un’economia sostenibile.

 

Il nostro pianeta – e chi lo abita assieme a noi – sta affrontando molteplici crisi che esigono azioni risolutive, globali e tempestive: date e scadenze da tempo proposte come auspicabili traguardi sono inutili, se rimangono tali

Occorre dunque un’attività di trasformazione quotidiana e irreversibile che concretizzi un futuro improntato a una sostenibilità costruita in primis su:

  • resilienza ai cambiamenti climatici;
  • riduzione delle emissioni di gas serra; 
  • recupero dei finanziamenti necessari per adempiere ai primi due punti.

È quindi necessario uno sforzo – a livello mondiale – per ridurre gradualmente e senza sosta l’energia sostenuta da combustibili fossili e le sovvenzioni inefficienti per attività alimentate dagli stessi combustibili. 

Non solo: secondo Peter Giger, Group Chief Risk Officer del Zurich Insurance Group, è oggi più che mai necessaria una ripresa globale uniforme e condivisa poichè:

“Non è troppo tardi per i governi e le imprese per agire sui rischi che corrono e per guidare una transizione innovativa, determinata e inclusiva che protegga le economie e le persone”.

 

Dare significato al futuro

Alla luce di questi dati – che proiettano un’ombra destabilizzante su ogni attività di previsione e costruzione di nuovi scenari – cosa significa, oggi, la parola ‘Futuro’? Etimologicamente la possiamo ricondurre a una declinazione dell’essere (sia esso vivente o stato di vita) che: “Ancora non esiste, […] e si sviluppa attimo per attimo da una dimensione informe, di promesse o di minacce”.

C'è necessità di iniziative concrete e iter comportamentali per modificare realmente l’attività della specie umana in una direzione che rispetti le esigenze del pianeta che la ospita Condividi il Tweet

Per approcciare tale informità, e plasmarla in un alleato che non incuta timore, è dunque necessario e indispensabile immaginare spazi condivisi – architetturali ma non solo – privi di disuguaglianze economiche, prevaricazioni sociali e politiche divisioniste, ed energeticamente sostenibili. 

In tutto questo, il termine energia (dal greco energheia, e composto di en intensivo ed ergon azione) non rappresenta solo il motore di un’efficienza materiale in grado di provvedere al sostentamento, ma anche lo sviluppo di un intenso vigore attitudinale, emotivo e animico, utilizzato per incrementare azioni che possano accomunare (e nutrire) le relazioni tra umani e umani, umani e altre entità viventi o tecnologiche, e tra entità viventi (o tecnologiche) fra loro. 

E, su tutte, il rapporto tra questi soggetti e il pianeta terra.

La necessità di azioni progettuali immediate in tali direzioni rappresentano l’unico strumento di “messa a terra” che – attraverso una serie di iniziative concrete e iter comportamentali – potrebbe essere in grado di modificare realmente l’attività della specie umana in una direzione che rispetti le esigenze del pianeta che la ospita e che, eventualmente, preveda la possibilità di creare modelli sociali e abitativi in ottica di una colonizzazione probabilmente di tipo extra-terrestre.

Tali azioni, di cui mi occuperò nei prossimi interventi sul blog 6MEMES, dovrebbero agire su tre vaste e complesse aree:

 

1 ARCHITETTURA: la necessità è quella di tornare all’origine quale slancio verso il futuro, ossia promuovere l’attività di chi provveda a dar norma razionale alla costruzione di spazi sostenibili in ottica di miglioramento e scarso impatto distruttivo. 

C’è dunque bisogno di un’architettura più ‘costruttiva’ o, meglio, ‘realizzativa’. Un’architettura pienamente consapevole e cosciente della necessità di concretizzare una programmazione territoriale fondata su dinamiche spaziali, sociali e culturali in piena armonia tra loro. 

Un po’ di esempi in numeri:

  • 900 alberi, 5.000 arbusti e 11.000 piante floreali perenni. Sono gli organismi vegetali distribuiti ai balconi, disposti in modo irregolare, sui quattro lati di ciascuna torre del Bosco Verticale, a Milano, premiato nel 2014 come ‘Grattacielo più innovativo al mondo’.
  • 40.000 i metri cubi di calcestruzzo del vecchio stadio “Delle Alpi”, frantumati e riutilizzati per costruire la base del nuovo impianto ‘Juventus Stadium’. 2 i milioni di euro risparmiati in materie prime.

ENERGIA: è il movimento del fare, e del dare. Necessita, più che mai, di una ARCHITETTURA organizzativa fondata su tre aspetti:

  1. migliorare la resilienza del sistema energetico attraverso una diversificazione delle fonti di approvvigionamento e, in generale, a una ri-costruzione dei modelli energetici;
  2. creare un sistema energetico inclusivo e conveniente per tutti, ossia rivedere la pianificazione e il funzionamento del sistema energetico “nel suo complesso”, attraverso molteplici vettori energetici, infrastrutture e settori di consumo;
  3. lotta contro i cambiamenti climatici nelle sue diverse espressioni.

 

Un po’ di esempi in numeri:

  • 100% è la quantità di energia rinnovabile generata da un prototipo, prodotto su scala industriale dai ricercatori del Birmingham Energy Institute, di una tecnologia affidabile ed efficiente di HVDC (sistemi di trasmissione di potenza ad alta tensione e corrente continua).
  • 31% Europa, 10% Nord-est asiatico e 10% Nord America: sono le previsione di riduzione del costo regionale per l’approvvigionamento elettrico, sfruttando il suddetto prototipo. 

TERRAFORMARE: un piano ‘B’ o reale opportunità di sopravvivenza della specie? Un evento dagli esiti disastrosi o una possibilità umana di rimediare agli errori compiuti e garantirsi un futuro prospero e pacifico?

La terraformazionel’ipotetico processo artificiale atto a conformare alle condizioni di vita sulla Terra un pianeta o una luna – richiederà certo la concentrazione, il risparmio, il rinnovamento dell’ENERGIA volta a un ritmo d’opera e di creazione che l’uomo senta veramente necessario alla vita, e in cui trovi un senso.

Un po’ di esempi in numeri:

  • 5 grammi: è l’ossigeno prodotto, con una produzione massima stimabile in torno i 10 grammi/ora, dall’esperimento MOXIE, acronimo di Mars Oxygen In-Situ Resource Utilization Experiment. 
  • 17 chilogrammi: è il peso dello strumento, integrato nel Rover, che converte l’anidride carbonica dell’atmosfera marziana in ossigeno respirabile e monossido di carbonio. 
  • 25 tonnellate, la quantità di ossigeno che sarebbe prodotta in 3 anni terrestri da un successore di MOXIE, scalato nelle dimensioni e pesante una tonnellata.

 

 

La mia serie di articoli saranno quindi l’occasione per conoscere meglio quali sono gli strumenti che possono essere posti in campo ad ogni livello per sanare la salute del nostro pianeta e garantire alla specie umana una dignità di sopravvivenza. L’appuntamento è quindi tra due settimane, al prossimo mio contributo.

Nel frattempo, vi lascio con uno strumento già attivo, Earth’s Black Box. La scatola nera della terra sarà un bunker, completato quest’anno, nel quale verranno immagazzinati in speciali memorie qualunque dato scientifico e documento che testimoni l’impatto devastante dell’attività umane sull’ambiente. Un archivio per le generazioni future, le cui informazioni li possa mettere in guardia da quali errori evitare (sempre esista ancora un pianeta…) ma, soprattutto, un auspicio per scrollare mani e coscienze e dare inizio, oggi, al cambiamento sostenibile.

 

Un po’ di Earth’s Black Box:
  • 10 metri quadrati, le dimensioni di Earth’s Black Box, che verrà terminato nel 2022 in Tasmania.
  • 8 centimetri, è lo spessore delle pareti in acciaio di Earth’s Black Box.
  • 50 anni, la durata dell’attuale attività di registrazione degli hard disk di Earth’s Black Box. 

“Lo scopo del dispositivo è fornire un resoconto imparziale degli eventi che portano al collasso del pianeta, assumersi la responsabilità per le generazioni future e ispirare un’azione urgente”

dal sito Earth’s Black Box

 

 

Alla prossima,

Alessandro Silva

 

 


CREDITS IMMAGINI

Immagine Copertina rielaborata
ID Immagine: 126780367. Diritto d'autore: remodesigner
ID Immagine: 56562602. Diritto d'autore: nexusplexus


		

“Il nostro pensiero leggero, rapido quanto esatto, ben visibile - qui e altrove – in una molteplicità di modi, coerentemente dedicato al genio italiano che, circa trent'anni fa, se ne è andato, lasciandoci in dono le sue opere memorabili: Italo Calvino, e le sue indimenticabili Lezioni americane.”

- Gruppo Maps -

Quando l'innovazione tecnologica incontra la cultura

Vuoi seguire i nostri MEMES? Iscriviti a MEMEnto6, la newsletter del blog 6Memes

DISCLAIMER:
Il blog 6MEMES (il “Blog”) non rientra nella categoria dei prodotti editoriali ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n. 62. Ciascun autore, relativamente al contenuto degli articoli pubblicati sul Blog, si assume ogni eventuale responsabilità inerente alla violazione di diritti d’autore di terze parti. Il titolare del sito garantisce in ogni caso la piena disponibilità ad eliminare, ove adeguatamente motivato, ciascun materiale e/o articolo che rappresenti violazione dei diritti d’autore di terze parti.

Socializza

Ultimi tweet

Ultime notizie