Il Meglio di 6MEMES: la visionarietà che salverà il mondo.

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Dai dati alle informazioni: interpretare il presente, disegnare il futuro.

L’inquinamento atmosferico è nei limiti della norma. C’è biossido per tutti. Invece non c’è felicità per tutti.

Stefano Benni, in Baol – Feltrinelli, 1992

 

Visione e visionarietà sono senza dubbio due parole chiave che permetteranno a donne e uomini di realizzare un luogo di ascolto e creazione, utile a far nascere nuove idee e stimoli per un futuro all’insegna della sostenibilità.

Visione e visionarietà sono infatti un’occasione di espressione e creatività unica che, impiegando alcune delle migliori risorse di cui l’essere umano dispone, può coinvolgere attivamente persone e mezzi in un connubio votato alla ricerca dei migliori modi di vivere il e con il pianeta che ci ospita.

Per questo i lettori del Blog #6MEMES hanno premiato con il loro consenso sui social gli articoli che, nel trimestre settembre – novembre 2022 hanno dato voce ad una maggior capacità di visione e a un’applicazione delle visionarietà che potessero sostenere una società proiettata verso la trasformazione.

 

Innovare e giocare di anticipo

Vedere oltre il presente, cogliere tendenze nascenti, o creare qualcosa di completamente nuove rispetto a quanto prima esistente. La visionarietà di uomini quali Steve Jobs, Elon Musk o, in tempi più lontani, Adriano Olivetti, ha permesso loro di trovare soluzioni innovative ad esigenze preesistenti o, addirittura, inventare qualcosa di completamente nuovo, collocabile su nuovi mercati.

Come sostiene Giulio Destri nel suo articolo “Visionarietà e attività lavorativa: innovare e giocare di anticipo rispetto agli scenari del futuro”, l’unicità del genio è importante ma di certo non più dell’unione collaborativa delle menti: il diffondersi, a livello aziendale, di strumenti come il Design Thinking – metodologia di ricerca di soluzioni in gruppo che combina creatività e collaborazione, empatia e comprensione dei bisogni del cliente, con strumenti e verifiche oggettive dei risultati raggiunti – prova che questi approcci che amalgamano aspetti istintivi e razionali, sono oggi vincenti nel nostro mondo.

La nostra realtà è complessa, ossia composta da più parti interdipendenti. Previsione ed azione sul futuro spesso sono strettamente collegate e così, spesso, la figura del “grande visionario” (il personaggio pubblico cui è “universalmente” riconosciuta la qualità della visionarietà) è anche un potente influencer, come può esserlo oggi Elon Musk…

 

I visionari tra noi

… proprio per questo abbiamo bisogno di visionari che ci portino con lo sguardo oltre le barriere del conosciuto e i nostri limiti. Perché le sfide che l’uomo e il mondo hanno davanti oggi si possono risolvere solo usando lenti visionarie.

Sebbene la capacità di creare e usare tali lenti sia stata scambiata in passato per follia da curare con metodi violenti e repressivi – come ci ricorda Sonia Bertinat nel suo articolo “I superman con la visione lunga tra di noi, ovvero i visionari” – fu il filosofo Michel Focault a ricordarci un concetto fondamentale, ossia che “il folle non era un alienato prima di essere rinchiuso, ma lo è diventato dopo”.

I visionari della mente non sono solo riusciti a guardare oltre lo status quo e lo spirito dell’epoca. Sono stati in grado d’immergersi nella psiche individuale e trovarne un senso e una risorsa, a eliminare il confine tra malattia e visione per amalgamarlo un un’unica, germogliante, risorsa.

 

Le ‘visioni collettive’ che aiutano il mondo

La risorsa di cui si parlava al termine del precedente paragrafo richiede decisioni coraggiose e coerenti che facilitino la disponibilità al cambiamento da parte delle persone. Un esempio? Ce lo fornisce Lilith Dellasanta nel suo articolo “Molteplicità versus FLESSIBILITÀ: nuove scelte alimentari consapevoli”.

L’attenzione verso una alimentazione corretta è cresciuta nel tempo, e negli ultimi anni si sono avvicendati spazi di discussione che vanno dagli ingredienti dei prodotti acquistati ai valori nutrizionali, e si estendono agli aspetti etici della produzione e la sostenibilità ambientale. Una ‘visione’ sempre più ‘collettiva’ che vuole proporre una maggiore consapevolezza nel valutare gli stili alimentari da promuovere, in modo da bilanciare gli effetti benefici su ambiente, salute umana e benessere degli animali.

 

CONCLUSIONI

Visione e visionarietà sono, prima di tutto, rispetto verso ogni forma di vita e interesse affinché queste interagiscano responsabilmente con l’ambiente allo scopo di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente e di quelle future. Perché, come ci ricorda Lev Nikolàevič Tolstòj:

“Una delle prime condizioni di felicità è che il legame tra l’uomo e la natura non si rompa”.


CREDITS IMMAGINE DI COPERTINA
ID Immagine: 190890786. Diritto d'autore: beritkessler
ID Immagine: 43136072. Diritto d'autore: kran77
“Il nostro pensiero leggero, rapido quanto esatto, ben visibile - qui e altrove – in una molteplicità di modi, coerentemente dedicato al genio italiano che, circa trent'anni fa, se ne è andato, lasciandoci in dono le sue opere memorabili: Italo Calvino, e le sue indimenticabili Lezioni americane.”

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