IL MEGLIO DI 6MEMES: la necessità di nuove architetture organizzative, sia a livello energetico e ambientale che sociale.

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Dai dati alle informazioni: interpretare il presente, disegnare il futuro.

Se, oggi, abbiamo tutti compreso l’urgenza di affrontare più sfide in contemporanea, è necessario focalizzarsi su un punto ben preciso: nessuna innovazione di tale complessità può evitare di poggiare su una rinnovata architettura organizzativa che faccia da infrastruttura comune di dati, competenze, culture, buone pratiche. 

C’è dunque la necessità di riorganizzare –  a volte rifondare –  forme solidali e paritarie di supporto e coordinamento sia tra le organizzazioni che tra gli individui. 

Abbiamo, cioè, bisogno di far nascere e sviluppare un nuovo germoglio di società urbana sostenibile che viva in simbiosi con l’ambiente e le persone, non utilizzi più risorse di quelle che riesca a produrre e rispetti tutti.

C'è bisogno di far sviluppare un nuovo germoglio di società urbana sostenibile che viva in simbiosi con l’ambiente e le persone. Condividi il Tweet

Insomma, è necessario il raggiungimento di un benessere che dipenda dall’utilizzo opportuno delle risorse naturali e dal soddisfacimento delle esigenze umane.

Per questo, i lettori del blog 6MEMES hanno premiato, con il loro consenso sui social, gli articoli che, nel periodo da giugno ad agosto 2022, hanno dato voce all’evoluzione di una società tesa a raggiungere obiettivi di sviluppo sostenibile e migliorare i rapporti con i simili, garantendo loro disponibilità e aiuto.


Energia e Movimento

L’impellente questione energetica, acuita dal conflitto in atto in Ucraina, ha messo l’umanità di fronte a un bivio: mantenere uno stile di vita energeticamente insostenibile, fonte di danni ambientali irrimediabili e disuguaglianze a livello socioeconomico, oppure promuovere uno sviluppo sostenibile, rispettoso delle esigenze mostrate dal pianeta e fondato su equilibrio e solidarietà? Come scrive Alessandro Silva in ‘Energia e movimento: la capacità di compiere e compiersi attraverso una nuova architettura energetica’:

“La necessità, per l’uomo, è quella di concepire una forma di ENERGIA che sia movimento del fare – e del dare – attraverso l’applicazione di una nuova ARCHITETTURA organizzativa che prenda spunto da specifiche azioni.”

Oltre migliorare la resilienza del sistema energetico e creare un sistema energetico che sia inclusivo e conveniente per tutti, è giunto il momento di affrontare un terzo e decisivo intervento, la cui gestazione già iniziò nel lontano 1992 quando paesi di tutto il mondo firmarono la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC): la necessità di limitare l’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali, in modo da ridurre notevolmente i rischi e gli impatti del riscaldamento globale. Allora

“Quello che serve è una politica economica multiforme, in grado di mitigare gli effetti della crisi politica ed energetica su investimenti, occupazione e potere d’acquisto dei salari”.

Nel mare magnum di possibilità, da cosa, dunque, si potrebbe iniziare? In che modo dobbiamo muoverci?

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Una mobilità alternativa è possibile

La transizione energetica e la necessità di una diversificazione è una soluzione necessaria, ma complessa: uno sviluppo coerente ai fini della sopravvivenza del genere umano coinvolge infatti attori che si muovono a velocità diverse per sviluppo tecnologico e capacità di decisione.

E noi, umani cittadini, come possiamo muoverci per modificare i nostri comportamenti quotidiani?

“Proprio a partire dai veicoli elettrici, spostando il focus dalle modalità di gestione di produzione e smaltimento agli effetti in termini di mobilità, in particolare quella cittadina”

come scrive Lilith Dellasanta in ‘Una mobilità alternativa è possibile. Studiare i casi di successo internazionali per l’evoluzione della mobilità in Italia’.

Dalla micromobilità (monopattini) ai mezzi in condivisione, con il car sharing e il car pooling, parlare di mobilità sostenibile, quindi, significa essere disposti a fare spazio anche a nuovi mezzi. In questo contesto, la coerenza richiesta da uno sviluppo sostenibile deve declinarsi in competenza su esperienze coraggiose, a volte inizialmente impopolari, che all’estero hanno però già portato a risultati positivi.

“La conoscenza dei modelli esistenti è fondamentale, nell’ottica di accrescimento delle competenze e della capacità di gestione: serve per attivare politiche coerenti e per corroborare un atteggiamento di fiducia da parte dei cittadini”.

E se c’è chi può nutrire dubbi, la fiducia dovrebbe essergli trasmessa da suoi simili, sottoforma di ‘darsi una mano’.

La coerenza richiesta da uno sviluppo sostenibile deve declinarsi in competenza su esperienze coraggiose Condividi il Tweet

 

Darsi una mano

In questo mare in tempesta, come possiamo dare vita a sistemi in cui l’interdipendenza degli uni dagli altri si tramuti in forme solidali e paritarie? Il progetto esiste già ed è ben delineato: si chiama comunità di cura.

“La comunità di cura è il luogo ideale in cui la «culla sociale» prende forma. Può essere considerata come uno spazio fisico, di relazione, di servizi e di informazioni, dove i genitori con i loro bambini possono muoversi nel modo più semplice e agevole”

(Manifesto della cura. Per una politica dell’interdipendenza).

Come scrive Sara Di Paolo in ‘Collective care: quanti modi per darsi reciprocamente una mano’:

“Quattro sono i cardini fondamentali per dare vita a comunità di cura: il mutuo soccorso, lo spazio pubblico, la condivisione di risorse e la democrazia di prossimità”.

Tutto per realizzare una società unita che curi i legami, spezzi la solitudine e riaccenda le speranze, i talenti e i sogni: una necessità impellente, per l’umanità odierna in gran parte individualista ed egoista, che le apra lo sguardo e le faccia capire che, su strade divise non si arriva in nessun luogo.

Coolective Care: realizzare una società unita che curi i legami, spezzi la solitudine e riaccenda le speranze, i talenti e i sogni Condividi il Tweet
CREDITS IMMAGINE DI COPERTINA
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“Il nostro pensiero leggero, rapido quanto esatto, ben visibile - qui e altrove – in una molteplicità di modi, coerentemente dedicato al genio italiano che, circa trent'anni fa, se ne è andato, lasciandoci in dono le sue opere memorabili: Italo Calvino, e le sue indimenticabili Lezioni americane.”

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