Dalla Leggerezza alla Sensibilità: rigenerare le idee attraverso il Design Thinking. Di Anna Pompilio.

Anna Pompilio

Anna Pompilio

Marketing & innovation leader Prince2 • Professional Scrum Master • ITIL® V3 • MCTS • M_o_R

Tratteremo della sensibilità introducendo un’altra ipotesi di rigenerazione, dopo quella delle macchine: la rigenerazione del pensiero, provando a ipotizzare che l’applicazione di metodi come il Design Thinking possa:

  • aiutare a distinguere, contestualizzare, affrontare i problemi e preparare le menti a rispondere alle sfide che la complessità pone
  • aiutare ad affrontare l’incertezza attraverso l’intelligenza strategica;
  • educare alla comprensione umana, alla diversità, alla comunità.

 

Vestire i panni degli utenti…

Il Design Thinking è un modello rapido di progettazione per la realizzazione di soluzioni basate su una logica di customer centric service design. Il processo di design di prodotti e servizi basate sulla pratica di progettazione Human-Centred è normato nella ISO 9241- 210 “Human-centred design for interactive systems”.

 

Secondo la normativa ISO 9241-10, la cosiddetta User eXperience include “le percezioni e i responsi di una persona che emergono dall’uso o dall’uso anticipato di un prodotto, di un sistema o di un servizio, includendo le emozioni, le convinzioni, le preferenze, le percezioni, i responsi fisici e psicologici, i comportamenti e i risultati che si verificano prima, dopo e durante l’uso“.

(KHAMAISI, RICCARDO KARIM, Tesi di Laurea Magistrale ‘The future of factory ergonomics: a biomechanical analysis supported by new emerging technologies’).

 

Una delle maggiori sfide nella realizzazione di un prodotto o nello sviluppo di un progetto è proprio quella riuscire a condividere con tutti gli stakeholder coinvolti una visione comune del contesto di riferimento, dell’obiettivo da raggiungere e delle modalità con le quali ci si appresta a farlo. Il Design Thinking permette di vestire i panni degli utenti, facilitando l’emergere di obiettivi nascosti, frustrazioni, aspettative, motivazioni, consente di mettere realmente al centro del processo le persone che vivranno il cambiamento, spronandole a immaginare il futuro che li vede protagonisti.

Il Design Thinking permette di vestire i panni degli utenti e consente di mettere realmente al centro del processo le persone che vivranno il cambiamento, spronandole a immaginare il futuro. Condividi il Tweet

 

Design Thinking starts from people

Perché è così importante rigenerare il pensiero più che applicare semplicemente un metodo, che pure ha indubbi vantaggi e porta valore? La crisi mondiale provocata dalla pandemia, per fare un esempio, ha rivelato – come sottolinea Egdar Morin – l’inadeguatezza di un pensiero che ci fa tenere separato ciò che è inseparabile e ridurre a un solo elemento ciò che forma un tutto al contempo uno e molteplice; divide in compartimenti i saperi invece di connetterli; si limita a prevedere il probabile mentre emergono continuamente le complessità. Perché dunque non utilizzare creativamente il Design Thinking (anche) per riprogrammarci e far evolvere le nostre capacità cognitive?

Riprogrammarci può sembrare un esercizio di scuola, ma le analisi del mercato IT dicono, per fare un esempio, che il ruolo del CIO (Chief Information Officer) sta evolvendo verso lo Strategic Business Leader, passando quindi dall’essere un tecnico puro a un future proof strategist e che uno dei suoi compiti principali o per meglio dire la sua principale sensibilità dev’essere quella di attivare una forte collaborazione con gli stakeholder per co-creare insieme soluzioni innovative.

Co-creare insieme è impegnativo, scomodo, faticoso, si rischia di dover combattere indossando i panni di un moderno Don Chisciotte, di scontrarsi con una cultura diffusa che rigetta il cambiamento. Ci vuole competenza e talento, visione, conoscenza, flessibilità, tenacia.

Abbiamo bisogno di corsi per pensare di più, anche nel cammino di formazione dei tecnici. Lo dice Paolo Benanti in uno dei suoi interventi su GPT3 e etica.

Riporto qui un estratto della ricerca dell’Osservatorio DESIGN THINKING FOR BUSINESS del Politecnico di Milano.

 

[…] Analogical Reasoning (ragionamento analogico), Associative Thinking (pensiero associativo) e Abductive Reasoning (ragionamento abduttivo) sono tre logiche creative che permettono di affrontare le sfide dell’innovazione.

Tutte e tre le logiche ottengono risultati simili quando il problema da affrontare è ben definito, ma il ragionamento analogico mostra valori significativamente inferiori nelle sfide dell’innovazione mal definite in cui invece, le operazioni di estrazione delle differenze, trasformazione dell’insieme di informazioni e costruzione immaginativa appaiono particolarmente utili.

Da ultimo, in un problema quasi ben definito, invece, il ragionamento abduttivo è percepito come prezioso ed efficace, e soprattutto le operazioni di costruzione immaginativa attraverso la costruzione di scenari what-if sono tra le più efficaci e con molteplici spiegazioni possibili.

Nei progetti innovativi, tuttavia, la sfida da affrontare non è quasi mai ben definita. È necessaria una maggiore comprensione. Lo scopo del Design Thinking è proprio quella di ridefinire il reale dandogli una nuova cornice. […]

 

L’applicazione del Design Thinking consente, in ultima analisi, di ridefinire i problemi e trovare quelli che sono realmente di valore per l’umanità.

Nella pratica, se ad esempio stiamo ripensando un nuovo sistema informatico per la dematerializzazione di un processo, si può partire da una prima fase di Project Inception in cui il gruppo di lavoro risponde a semplici domande (perché siamo qui, quale soluzione proponiamo? …). Nella fase II, dopo aver messo a fuoco scope, stakeholder e obiettivi principali, si passa all’identificazione delle personas e degli scenari in un esercizio di immedesimazione con i target d’utenza e gli attori individuati. Infine, nella fase di Walking skeleton si dettagliano i requisiti da soddisfare.

L’applicazione del Design Thinking consente, in ultima analisi, di ridefinire i problemi e trovare quelli che sono realmente di valore per l’umanità. Condividi il Tweet

Il percorso qui appena accennato nei suoi punti essenziali può sembrare (fin troppo) lineare e continuo ma il pensiero alla base non possiamo che immaginarlo discreto.

 


 

Anna Pompilio


CREDITS IMMAGINI

Immagine di copertina:
ID Immagine 1: 43136072.
ID Immagine 2: 99072626.

“Il nostro pensiero leggero, rapido quanto esatto, ben visibile - qui e altrove – in una molteplicità di modi, coerentemente dedicato al genio italiano che, circa trent'anni fa, se ne è andato, lasciandoci in dono le sue opere memorabili: Italo Calvino, e le sue indimenticabili Lezioni americane.”

- Gruppo Maps -

Quando l'innovazione tecnologica incontra la cultura

Vuoi seguire i nostri MEMES? Iscriviti a MEMEnto6, la newsletter del blog 6Memes

DISCLAIMER:
Il blog 6MEMES (il “Blog”) non rientra nella categoria dei prodotti editoriali ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n. 62. Ciascun autore, relativamente al contenuto degli articoli pubblicati sul Blog, si assume ogni eventuale responsabilità inerente alla violazione di diritti d’autore di terze parti. Il titolare del sito garantisce in ogni caso la piena disponibilità ad eliminare, ove adeguatamente motivato, ciascun materiale e/o articolo che rappresenti violazione dei diritti d’autore di terze parti.

Socializza

Ultimi tweet

Ultime notizie