Jingle Data e il senso del Natale.

site-admin

site-admin

Il Natale, festa culminante dell’anno cristiano, ha indubbiamente anche un valore di ricorrenza laica, nella misura in cui è il momento per tutti del reciproco riconoscersi negli affetti famigliari, nelle relazioni sociali e d’amicizia.

A ricordarcelo, se mai ce ne fosse stato bisogno, ci hanno pensato i vari sollevamenti di opinione pubblica nel momento in cui se ne è messa in discussione la celebrazione all’interno di un istituto scolastico italiano.
E chissà in quale misura tali lamentele sono state davvero del tutto disinteressate: la festa del Natale – forse una delle più importanti nella nostra società – porta con sé un carico da novanta anche dal punto di vista prettamente materiale, soprattutto per quanto concerne i comportamenti legati agli acquisti e al consumo, comportamenti di cui sarebbe davvero ingenuo cercare di negare l’importanza economica.

È anzi utile ricordare che – nei fatti – questo periodo dell’anno per molte attività è determinante per i ricavi che ne conseguono, soprattutto in un mercato interno in difficoltà come l’attuale, anche per le piccole attività, e non solo per i grandi colossi della distribuzione.
Accade così che, in un vero e proprio rito borderline tra le tradizioni religiose e quelle laiche (oppure “pagane”), le strategie di marketing e i battage pubblicitari in questo periodo dell’anno accompagnano come un consueto corollario le nostre serate televisive, le letture su riviste e giornali e la nostra navigazione online, affacciandosi praticamente da ogni mezzo di comunicazione.

E siccome la cultura si evolve – così come le società e perfino le abitudini  – allora anche il Natale non poteva sottrarsi alle ultime tendenze di business, soprattutto laddove i vantaggi sembrano essere tanti.
Nuovi potenti strumenti vengono infatti oggi in aiuto agli attori commerciali che devono predisporre gli acquisti e determinare quale e quanta offerta proporre, capaci addirittura di orientare le scelte dei consumatori: si tratta ancora una volta dei Big Data, che quest’anno hanno contribuito a rendere la festività più amata all’avanguardia della tecnologia, battezzando un Natale 2.0.

Perfino i consumatori possono decidere i loro acquisti basandosi sulle previsioni della Rete, e questa sembra davvero la chiusura del cerchio.
IBM Watson Trend, ad esempio, è un’applicazione disponibile su App Store in grado di prevedere i trend d’acquisto natalizi e i prodotti più ricercati, in categorie specifiche come l’elettronica, i giochi e il benessere. Il sistema individua il sentiment dei consumatori, analizzando le conversazioni su migliaia di piattaforme come social media, blog, forum, ma anche i comportamenti sui siti di e-commerce.
Sempre attraverso i Big Data inoltre è stata stimata la portata degli acquisti natalizi prima che venissero effettuati, individuando nella crescita del settore on line e anche negli acquisti da device mobili come tablet e smartphone la tendenza del momento.

E che dire dello scenario descritto in questo articolo, in cui si immagina un Babbo Natale al passo con le nuove tecnologie, con tanto di team di business intelligence ad analizzare i dati allo scopo di creare giocattoli con un ampio mercato, analisi del sentiment dei bambini, renne e slitta monitorati attraverso smart objects, e così via?

A noi, i “cantori” dei Big Data, che non possiamo certo essere tacciati di anacronismo, sempre attenti come siamo ad essere “sul pezzo” in tema di innovazione e tecnologia, piacerebbe però per una volta andare controcorrente. Contro tendenza, per meglio dire, e tornare a un’idea di Natale in cui le letterine, i bambini, le spedivano per posta.
E non tanto per una sorta di malcelata malinconia, quanto per amore proprio della “veridicità”, una delle caratteristiche cogenti attribuite ai Big Data stessi.
Fuori di metafora, infatti, perché relegare la scelta di un regalo ad altri da noi stessi? E perché mai delegare addirittura a qualcun altro – o meglio, a qualcos’altro, nella fattispecie uno o più algoritmi – addirittura i nostri desideri?
Perché mai desertificare quella zona fluida delle relazioni in cui è la sensibilità di un amico o di un famigliare a cogliere di sorpresa e appagare un desiderio inespresso, ignoto magari anche al suo destinatario?

Lanciamo dunque una freccia, o meglio una formula, a favore di un’idea del Natale che ne conservi intatto lo spirito di dickensiana memoria, confidando che – almeno per un giorno – ci lasciamo tutti incantare dal fascino di un grosso signore che vola per il cielo su una slitta trainata da renne, capace di coinvolgerci ben oltre di qualche millemilamilione di informazioni analizzate attraverso software più o meno sofisticati.

E siccome anche il nostro Blog va in vacanza, vi auguriamo un Buon Natale, comunque la pensiate in fatto di regali e byte. L’appuntamento è a gennaio, con nuove storie da raccontare sui Dati e dintorni.

approfondimenti

Per saperne di più

www.massimochirivi.net

– www.key4biz.it

– www.itespresso.it

 

 

“Il nostro pensiero leggero, rapido quanto esatto, ben visibile - qui e altrove – in una molteplicità di modi, coerentemente dedicato al genio italiano che, circa trent'anni fa, se ne è andato, lasciandoci in dono le sue opere memorabili: Italo Calvino, e le sue indimenticabili Lezioni americane.”

- Gruppo Maps -

Quando l'innovazione tecnologica incontra la cultura

Vuoi seguire i nostri MEMES? Iscriviti a MEMEnto6, la newsletter del blog 6Memes

DISCLAIMER:
Il blog 6MEMES (il “Blog”) non rientra nella categoria dei prodotti editoriali ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n. 62. Ciascun autore, relativamente al contenuto degli articoli pubblicati sul Blog, si assume ogni eventuale responsabilità inerente alla violazione di diritti d’autore di terze parti. Il titolare del sito garantisce in ogni caso la piena disponibilità ad eliminare, ove adeguatamente motivato, ciascun materiale e/o articolo che rappresenti violazione dei diritti d’autore di terze parti.

Socializza

Ultimi tweet

Ultime notizie