Maps Group e il telelavoro: da sette anni sul “filo” della fiducia.

Maps Group e telelavoro

Ci sono giorni che, anche in un’azienda, rappresentano un punto di partenza e un traguardo insieme. Per Maps lo è stato giovedì 11 febbraio del 2010 quando, in notevole anticipo su quelle che erano le consuete pratiche contrattuali del tempo, ai nostri dipendenti è arrivata una mail che conteneva la prima bozza d’accordo sul TELELAVORO.

Il documento, in accordo con le parti sindacali, è stato poi perfezionato nei mesi successivi, e da allora questa pratica – considerata ancora oggi innovativa – fa parte integrante delle policy aziendali del gruppo.

Nella nostra azienda è infatti radicata da sempre la convinzione che – laddove il tipo di progetto al quale il dipendente sta lavorando lo permetta – garantire la sua massima libertà nei modi e nei tempi per svolgere l’attività sia un valore da perseguire.
Se dunque un determinato incarico può essere svolto da casa, e questa modalità porta alla persona una serie di vantaggi logistici ed esperienziali (tra cui ad esempio la possibilità di conciliare meglio gli impegni lavorativi con quelli personali), l‘azienda va incontro a queste aspettative senza alcuna remora, in un’ottica di collaborazione e compartecipazione responsabile al lavoro.

A partire da quel giorno Maps ha così “sposato” non solo una pratica concreta di telelavoro, ma ha messo in atto in maniera tangibile un rapporto professionale con i propri dipendenti che non è legato a schemi rigidi e tradizionali, ma è invece volto al raggiungimento di obiettivi comuni nel modo più agevole e soddisfacente per tutti.
La risposta, va sottolineato, è sempre stata positiva, e non solo da parte delle persone già attive in azienda (che ne hanno comunque apprezzato il valore in termini di fiducia e apertura), ma anche in fase di colloquio con nuovi possibili candidati, abituati a scenari lavorativi più tradizionali.

Il risultato di tale pratica è ampiamente positivo. Fin dall’inizio della sua applicazione, infatti, chi ne usufruisce riesce a gestire meglio il proprio tempo, evita di perdere tempo nel tragitto casa-lavoro-casa e se ha la necessità di assentarsi per brevi spazi temporali lo riesce a fare senza compromettere l’operatività e la produttività giornaliera.
Il telelavoro consente infatti una maggiore elasticità oraria (le otto ore lavorative possono essere erogate nell’arco temporale che va dalle 8.00 alle 20.00) e questo permette di recuperare agevolmente eventuali interruzioni.

Attualmente, in base alla richiesta, le ore mensili erogate in modalità di telelavoro sono il 30 – 35% del monte ore di lavoro complessivo dei nostri dipendenti, senza differenze sostanziali di genere. Questo, utilizzandolo sia come modalità standard di lavoro che come opportunità occasionale cui accedere in alcune occasioni o giorni specifici.

Con piena soddisfazione di tutti.