Pillole di Open Data e Pubblica Amministrazione. Di Paola Chiesa.

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Gli Open Data non sono un adempimento normativo, sono l’occasione che abbiamo, grazie anche all’impianto giuridico, di contribuire allo sviluppo di un territorio, conoscendone i dati e le informazioni che ne possiamo ricavare.
Così, in un percorso che si snoda tra trasparenza amministrativa, social media, produzione di dati aperti, misurazione di valore pubblico, Governance del  territorio e disruptive innovation, cercheremo – con il prezioso contributo di Paola Chiesa – di diffondere pillole di conoscenza utili ad aumentare la consapevolezza sul tema.


About Paola Chiesa

 

Faccio sempre fatica a definirmi, ma dovendo contestualizzare, sono una giurista di formazione, creativa ed innovatrice per carattere, con un percorso lavorativo che da una ventina d’anni a questa parte si snoda tra servizi informatici, amministrazione, e-commerce, social media, blogging e comunicazione.

Qual è il comune denominatore che collega le varie attività? L’innovazione e la condivisione, di fatto i due pilastri che sorreggono e caratterizzano il mio stile lavorativo e che sono alla base delle mie strategie sociali ed idee imprenditoriali.

L’innovazione mi vede impegnata in progetti di divulgazione su tematiche quali la digitalizzazione dei processi aziendali, e-commerce, open data, responsabilità sociale; la condivisione connota la mia modalità lavorativa e attribuisce un valore sociale alle attività che porto avanti.

A questo aggiungo poi il plus della cornice giuridico-normativa che creo attorno ai progetti sviluppati, anche attraverso l’attività nel Centro Studi di Informatica Giuridica di Ivrea-Torino, membro della Coalizione nazionale per le competenze digitali di AgID (Agenzia per l’Italia Digitale). Il che mi consente a volte di mitigare la creatività con una sana dose di realismo, altre volte mi aiuta a superare gli ostacoli, altre ancora invece stuzzica la mia vena critica, accentuando così la mia naturale propensione all’attivismo civico.
E poi c’è Adriano Olivetti, a cui nel tempo ho scoperto di ispirarmi.
Nelle sue Comunità, vedeva i mattoni per costruire il grande edificio di una “democrazia integrata”, che partendo dalle nostre cento “piccole patrie” ricostruisca lo Stato e la sovranità popolare ponendo al centro i valori scientifico, sociali, estetici.

Ecco, è probabilmente proprio quel desiderio di riappropriarsi dal basso di cittadinanza e sovranità, la voglia di costruire attorno ai beni comuni e l’importanza della responsabilità individuale, come della solidarietà sociale, che mi ha animato nel fondare una nuova comunità: #adotta1blogger.
Si tratta di una community online di più di 800 blogger sparsi in tutta Italia, che scrivono sulle tematiche più disparate: filosofia, psicologia, turismo, cucina, letteratura, cinema, arte, design, sharing economy, marketing. Best practice di condivisione, partecipazione attiva e ricerca, veicola conoscenza, informazione, e formazione. L’attivismo digitale sinergico che contraddistingue il suo operato l’ha resa di fatto una smart community, ed è ospitata sulle pagine de La Stampa con una rubrica settimanale.

Ci piace creare connessioni di valori spaziando tra tematiche diverse, e restituire conoscenza alla collettività attraverso la comunicazione.
“Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia a lavorarci. E allora può diventare qualcosa di infinitamente più grande”. (Adriano Olivetti)

Founder di #adotta1blogger • Blogger • Amministratrice Pubblica ed esperta nei settori Information Technology and Services. Collegati su Linkedin Connettiti su Twitter fb