Six Memes for our Millenium

Parlare di Dati con la “D” maiuscola – e dunque di numeri, codici, statistiche illeggibili e acronimi incomprensibili – nelle già rare occasioni di dibattiti sul tema, vuol dire esporsi la maggior parte delle volte a reazioni di noia malcelata, a esclusione forse dei cosiddetti tecnici di settore.

Alla comparsa di questa “magica parolina” in un argomento di conversazione, infatti, più di un interlocutore volgerà la propria attenzione altrove, trattenendo a stento uno sbadiglio. Senza immaginare che attraverso quelle stesse, sterminate stringhe di numeri e testo si decideranno le sorti dei servizi pubblici, si verificherà l’impatto ambientale dei consumi energetici, si stabilirà con quale frequenza passeranno i treni e quali saranno le terapie mediche dispensate in regime di convenzione.

Dati e sequenze, dunque, che ci riguardano in prima persona e destinati a incidere in modo strategico sulla società in cui viviamo, senza che la stessa collettività che questi dati li produce, accumula e stocca ne sia consapevole e quindi si chieda: in quale modo si possono raccogliere, gestire e interpretare, ovvero governare pienamente?

Questo “scollamento” tra la tecnologia che avanza e il comune sentire non è del resto una novità. Si tratta anzi di un paradosso interessante che discende direttamente dalla storia e dalla cultura del nostro paese, e non solo.
Per un lungo periodo di tempo, infatti, le tematiche di tipo scientifico e tecnico sono state tenute distanti dai temi considerati di tipo umanistico, comprendendo in questa categoria la letteratura, l’arte… in sostanza la cultura con la “C” maiuscola (anche lei). Scienza e letteratura sono state così confinate agli estremi opposti dell’universo, forse addirittura in due universi paralleli, che convergono, sì, ma all’infinito.
Una semplice convenzione? Un’incapacità strutturale di interagire tra loro?
Una necessità funzionale al loro pieno sviluppo?

Domande frequenti, queste,  e in qualche modo devianti: non è sempre stato così.
Basta il riferimento alle nostre menti più geniali, come Galileo Galilei e Leonardo da Vinci, che si cimentavano in entrambi gli universi con pari ingegno e risultati dalla portata ancora oggi innovativa.
O – per tornare a tempi a noi più vicini – all’opera del sociologo e filosofo francese Edgar Morin, che teorizza (e non da adesso) la necessità del superamento delle barriere tra le diverse aree della conoscenza al fine di ottenere una “testa ben fatta”, capace cioè di ragionamenti complessi e interdisciplinari.

Oggi, di fronte agli orizzonti di cambiamento dettati dalla contemporaneità, tale necessità è più che mai attuale, con un rinnovato bisogno di trasversalità indispensabile per affrontare le nuove sfide che ci aspettano cogliendone appieno le opportunità.
È di nuovo il momento in cui Numeri e Parole, Scienza e Letteratura possono stare a braccetto, con reciproci vantaggi e in vista di risultati sorprendenti. Il tutto qui vicino, anche se nascosto sotto a Zettabyte di dati.

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Questo blog, senza nessun’altra pretesa se non quella di far dialogare questi due universi solo all’apparenza distanti, nasce con la speranza di tradurre in un linguaggio coinvolgente e meno ermetico le pratiche, le ragioni e perfino i sogni legati al mondo dei Dati, che – grandi come sono (anzi Big) – hanno bisogno di un luogo adeguato dove fare conversazione.

Per farlo ci siamo ispirati – con tutta l’umiltà del caso – a un altro genio italiano, Italo Calvino, il cui approccio scientifico alla Letteratura e alla Cultura in genere ha portato tanti e tali frutti da nutrire generazioni intere di letterati, artisti e scienziati.
Il titolo stesso del blog, “Six Memes for Our Millenium”, gioca a rimpiattino con quello originale del capolavoro “Six Memos for the Next Millennium”, ovvero “Lezioni americane”.

Lungo questo cammino sconnesso ci occuperemo sì di numeri – promesso! – ma senza smettere di guardarci intorno, attenti all’attualità, ai cambiamenti e ai racconti attraverso i quali questi temi universali ci vorranno intrattenere, bontà loro.

E ad ogni articolo ci divertiremo ad attribuire il “marchio” di quelle parole chiave che Calvino ha individuato in maniera profetica, mai come oggi appropriate per descrivere l’universo culturale in cui ci muoviamo: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità, coerenza.

Cercheremo di dare conto dei Dati da cui partiremo per nuove inimmaginabili avventure e dei Dati cui faremo ritorno, attraverso suggestioni, condivisioni e report, lasciando parlare liberamente tra loro numeri, immagini e parole.
Perché al desiderio illimitato di scoprire, conoscere e condividere, così come al cuore, non si comandaDati alla mano!

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